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Il promontorio torna in vendita

San Felice Circeo

Il prezzo di base è un milione e 200mila euro

Il Picco di Circe torna in vendita e con esso buona parte del promontorio, simbolo di San Felice. L’annuncio è stato pubblicato a fine settembre sui portali specializzati nel settore della compravendita immobiliare e il prezzo di base è stato fissato in un milione e 200mila euro. Una cifra rilevante, ma neppure troppo se si considera l’estensione del lotto: due milioni di metri quadrati.
«La proprietà - come si legge nell’inserzione - è costituita da un unico corpo. È ubicato alle pendici settentrionali del monte, in località Quarto Caldo e Quarto Freddo, con esposizione sud e nord e un’altezza minima di 54 metri sul livello del mare». L’intero lotto è ovviamente inedificabile, ma nell’annuncio viene descritto come «ottimo per la produzione di legna».
L’eventuale acquirente, insomma, non potrebbe costruire nulla. Sborsando la cifra richiesta, però, potrebbe accaparrarsi un bene di sicuro esclusivo. «Una proprietà di grande prestigio, di valore per certi versi inestimabile, simbolo delle vestigia mitologiche di Ulisse e della Maga Circe, patrimonio naturalistico immenso e - si ricorda nell’annuncio - posizione unica». E chissà che la proposta non possa stuzzicare la gola di qualche milionario.
Il fatto che parte del promontorio del Circeo sia proprietà privata è retaggio della storia locale, quando San Felice era un feudo. Esattamente come i livelli baronali di cui si è tanto discusso nei mesi passati, tanto da arrivare alla presentazione di una interrogazione parlamentare alla quale ancora non è arrivata risposta. Il problema di fondo, in questo caso, sta nel fatto che diversi titolari di immobili si sono accorti attraverso le visure catastali di non essere proprietari del terreno su cui quegli edifici sono costruiti. Nessuno ovviamente può sfrattarli, ma le criticità si manifestano nelle compravendite qualora fosse necessario utilizzare l’immobile come garanzia per l’accensione di mutui. In quel caso si dovrebbe affrancare il terreno e per farlo servono cifre tutt’altro che irrilevanti, che possono arrivare al 30% del valore commerciale della proprietà stessa: su un milione di euro, 300mila servirebbero per far sparire il livello baronale. Il Comune di San Felice, con una delibera adottata all’unanimità dall’assise civica dopo l’impegno dell’associazione “Lapis”, si era fatto carico della problematica, ma ad oggi ancora non ci sono stati risvolti concreti nella vicenda.

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