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Lunedì 05 Dicembre 2016

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Parassita sul promontorio, nuova ispezione
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Parco invaso dagli insetti, ora un tavolo tecnico

San Felice Circeo - Sabaudia

Alcuni esemplari ancora non sono stati identificati

La causa dell’improvviso fenomeno di essiccazione della vegetazione del Parco nazionale del Circeo è legata non solo all’infestazione dello Xylosandrus, ma forse anche ad altri insetti ancora in corso di identificazione (probabilmente esotici). Nei giorni scorsi è stata depositata la relazione del Servizio fitosanitario della Regione Lazio, che ha svolto un sopralluogo a fine settembre insieme al Crea (Consiglio per la ricerca in agricoltura). Sono state effettuate sette stazioni prelevando campioni di carrubo, quercia, ginepro, cerro, leccio, acero, alloro e magnolia. Poi le provette sono state portate in laboratorio per analizzarle. Così è stato scoperto che gli esemplari non erano stati attaccati solo da Xylosandrus Compactus, ma anche da altri esemplari. Uno sempre appartenente alla famiglia dello Xylosandrus e altri, invece, riconducibili ad altre specie. Queste sono però ancora da identificare, ma alcune a quanto pare sarebbero di origine esotica. Ad aggravare un quadro di per sé già complesso, il fatto che in corrispondenza dei fori e delle gallerie prodotti dallo Xylosandrus - l’insetto depone le uova nei ramoscelli, ndr - sono stati isolati alcuni campioni di funghi patogeni che attaccano poi le piante determinando i fenomeni di imbrunimento ben visibili su tutto il promontorio. Nella relazione, la Regione Lazio sottolinea la necessità di condurre ulteriori studi e di effettuare un’accurata attività di monitoraggio e sorveglianza volta a verificare l’evoluzione delle infestazioni e delle infezioni correlate. Il Parco nazionale del Circeo chiaramente sta però premendo sull’acceleratore per cercare una soluzione al problema. «A questo punto - commenta il Direttore del Parco nazionale del Circeo, Paolo Cassola - completata l'acquisizione di tutti i pareri richiesti ai ricercatori della Università della Tuscia, del Crea e del Servizio fitosanitario regionale, si svolgerà entro la metà di novembre una riunione che permetterà l'insediarsi di un tavolo tecnico operativo con la partecipazione anche del Corpo Forestale dello Stato. Voglio esprimere un sentito ringraziamento agli assessorati regionali all'agricoltura e all'ambiente che seguono da vicino l'evolversi della situazione e ai ricercatori coinvolti per la celerità e l'efficacia delle analisi prodotte che diventerà indispensabile per decidere tutti assieme le modalità operative nel tentativo di contenere questo grave fenomeno» «Continua il nostro appello con spirito collaborativo verso i privati - conclude il direttore del Parco - a segnalare innanzitutto a tecnici specializzati il manifestarsi di fenomeni simili a quello descritto dai ricercatori».

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