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Domenica 04 Dicembre 2016

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Paga sigarette e caffè con soldi falsi Arrestato un quarantatreenne
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Interessi troppo alti, banca condannata ancora

Terracina

Dopo la sconfitta in primo grado la banca soccombe ancora. Questa volta davanti ai giudici della Corte d’Appello di Roma. I giudici hanno infatti bocciato l’istanza presentata dall’avvocatura di un istituto di credito confermando invece la sentenza di primo grado emessa dal tribunale civile di Terracina diversi anni fa. Anche secondo i giudici di Corte d’Appello gli interessi applicati ai clienti che fecero causa superano la soglia prevista dalla legge, configurando gli estremi di tassi usurari. Quegli stessi clienti, a tanti anni di distanza, possono valutare la possibilità di intraprendere un’azione risarcitoria nei confronti della banca.
La storia di una decina di parti costituitesi nella causa civile intentata contro l’istituto di credito, con l’assistenza legale dell’avvocato Elisa Caiazza, ha inizio parecchi anni fa. Quando, sul finire degli anni Novanta, accendono mutui per investimenti. Si parla di parecchi soldi. Più tardi iniziano i problemi, acuiti dall’applicazione di tassi di interesse pesanti, considerati dalla difesa delle presunte vittime del tutto fuori controllo. Il primo round si conclude davanti al giudice del tribunale civile di Latina (sede distaccata di Terracina) Antonio Perinelli. Determinante è stata una voluminosa perizia tecnica eseguita da un consulente nominato dal tribunale. La relazione, di fatto, condivideva le teorie della difesa dei clienti della banca. I tassi applicati erano considerati sballati e si proponeva un riconteggio nei limiti individuati dal consulente. Il giudice condannò l’istituto di credito in sede civile dichiarando inefficaci gli atti esecutivi ai fini espropriativi, inviando gli atti in Procura per un’eventuale indagine sulla condotta della banca.
Incassata la prima sconfitta, l’istituto di credito ha proposto appello chiedendo la riforma della pronuncia di primo grado. Nel corso del procedimento la banca ha sostenuto di non aver mai applicato tassi usurari ma semplici interessi moratori, chiedendo di rivedere i conteggi e la perizia precedente. Ma, al termine del dibattito, i giudici della seconda sezione civile di Corte d’Appello si sono allineati alla pronuncia del tribunale di Terracina, confermandone l’orientamento.

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