Quello di Anna Lucia Coviello è stato un omicidio volontario compiuto per motivi futili e preceduto da mesi di stalking. Con questa convinzione il sostituto procuratore Luigia Spinelli ha chiuso le indagini preliminari e si prepara a chiedere il rinvio a giudizio di Arianna Magistri, 45enne di Formia, che sinora è riuscita a evitare il carcere e si trova ristretta agli arresti domiciliari.
Era il 16 giugno scorso quando nel parcheggio multipiano di Sperlonga, vicino all’ufficio postale, la terracinese Coviello venne trovata con gravi ferite ai piedi delle scale, da cui era precipitata. La donna, dipendente delle Poste, venne ricoverata in gravi condizioni all’ospedale Santa Maria Goretti di Latina, dove dopo una settimana, il 21 giugno, spirò. I carabinieri bloccarono subito Magistri, collega della vittima, ritenuta autrice dell’aggressione. Alcuni testimoni, tra cui il sindaco Armando Cusani, avevano sentito delle urla e dei tonfi provenire dal parcheggio e poi, precipitatisi sul posto, avevano trovato Coviello riversa a terra e Magistri che subito affermava: «Mi è caduta addosso, io me ne vado, non voglio passare guai, non mi sento responsabile». 

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