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Sabato 03 Dicembre 2016

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Trattativa interrotta  sui debiti
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Anche il sequestro dei conti sotto la lente del Riesame

Latina Calcio

Il 6 dicembre prossimo il Tribunale del Riesame valuterà il ricorso presentato dal Latina Calcio avverso il decreto di sequestro dei conti operato la scorsa settimana dalla Guardia di Finanza. Nel frattempo l’avvocato della società, Luca Giudetti, ha nominato due periti per una ulteriore analisi dei due nodi che sono alla base del provvedimento, un ingegnere per la verifica sui lavori nell’ex Fulgor Cavi, per i quali la Procura assume che non siano stati realizzati, a fronte di una fattura per operazione inesistente; e un consulente contabile per confutare la contestazione del reato di autoriciclaggio in relazione alla ricapitalizzazione del Latina Calcio che secondo la difesa fu un’operazione trasparente derivante da una provvista per la vendita di immobili. I fatti cui si fa riferimento attengono al finanziamento del Latina Calcio da parte della società Tia srl, già messa in evidenza dall’Ufficio Frodi. I soldi, 638mila euro, arrivarono alla società Us Latina Calcio dalla Edil Service, una cooperativa che in quel periodo era già decotta. Il versamento avviene il 13 febbraio 2015, il giorno precedente (ossia il 12 febbraio 2015) la Edil Service aveva ricevuto pari somma dalla Tia (Transport Italiens autoroute) srl. Una anomalia che più o meno contemporaneamente veniva presa in considerazione anche dal Nucleo di polizia valutaria della Finanza di Latina «nell’ambito di autonomi accertamenti svolti su delega e in relazione alle segnalazioni di operazione sospetta UF201500000000287436 e UF201500000000283709». Ma perché secondo la Procura quella operazione non torna? Si sostiene nel decreto di sequestro che la Edil Services Soc. Coop., il cui amministratore era Samic Marek Krzysztor, (un polacco con precedenti) era una società cooperativa «caratterizzata da un’operatività del conto corrente nell’ambito della quale risaltava, ed appariva del tutto incongrua l’operazione di acquisto delle partecipazioni della società Us Latina Calcio». Inoltre «l’importo corrisposto per l'apparente acquisto di quote pattuito si palesava non congruo rispetto alla capacità finanziaria della cooperativa, che procedeva infatti all’operazione con denaro proveniente da terzi». E infine «la società procedeva al bonifico senza essere, di fatto, mai stata socia del Latina Calcio». Secondo le verifiche effettuate sinora, ma da domani sottoposte a perizia di parte, l’origine dei soldi conduce alla Bn Box srl di Giancarlo Zampieri e ad alcune operazioni immobiliari compiute nell’anno 2014 e dalle quali era derivata una disponibilità finanziaria di circa 9 milioni di euro.

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