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Sabato 10 Dicembre 2016

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Stadio, Abodi ricuce  lo strappo
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Quando oltre la passione ci sono gli affari: il caso stadio

Latina Calcio

Il Latina Calcio e il suo campo di gioco, lo stadio Francioni, per come emergono negli atti di Olimpia, sono stati il più importante «punto programmatico» dell’amministrazione di Giovanni Di Giorgi che oltre ad essere un grande tifoso era amico e collega di partito del copresidente, Pasquale Maietta, già assessore comunale. Si legge nell’informativa dei carabinieri che «Di Giorgi già nel 2012 perseguiva le finalità imprenditoriali del Latina Calcio, gestendo settori nevralgici della società quale la scelta dirigenziale ed il reperimento di fondi dalla locale imprenditoria... dunque, la funzione politica del Di Giorgi è continuativa e strettamente connessa agli interessi della società Latina Calcio per la quale sceglie la Presidenza nella persona di Paola Cavicchi, che nel tempo verrà affiancata dal Pasquale Maietta». Devono essere state queste connessioni non giustificabili con la sola passione per la maglia a far scadere l’amministrazione al ruolo di cameriere per i desideri e le necessità della società calcistica. Perché, infatti, a furia di aiutare la Us Latina Calcio vennero commessi errori gravi, abusi dell’amministrazione capaci persino di mettere in pericolo la tifoseria, come fu per le tribune insicure, condizione di pericolo noto ad una pluralità di persone, compresa la dirigente Elena Lusena. E infatti, ancora negli atti dell’inchiesta Olimpia si legge: «... allarmante è l’atteggiamento della Lusena che, incurante del pericolo derivante dal mancato collaudo delle tribune, assicura al direttivo del Latina Calcio che sta operando per i loro interessi esponendo a rischio la tifoseria..... Il quadro certifica l’esistenza di una collusione tra la Dirigenza del Comune e fornitori sui quali converge l’assegnazione dei lavori, altrimenti non conseguibili, con procedure contaminate favorenti l’imprenditoria di riferimento, come la società Latina Calcio.... In ultima analisi le ingerenze di Pasquale Maietta e Giovanni Di Giorgi, in cointeressenza nel Latina Calcio, portano allo sbando assoluto l’amministrazione in totale asservimento.... È il caso della realizzazione dell’ampliamento della tribuna dello stadio per la quale vengono impegnati 400.000 euro che dovevano invece essere destinati per la ristrutturazione di alcuni uffici dello stabile del Comune Albergo Italia e deviati con procedure infedeli dei dirigenti Elena Lusena e Ventura Monti». Il cantiere delle tribune, dopo la realizzazione del basamento venne sottoposto a sequestro dai carabinieri in quanto realizzato in violazione delle norme urbanistiche del Piano particolareggiato R3 del Comune di Latina. Chi installò le tribune? L’ingegner Alfio Gentili, uno degli indagati di Olimpia ora ai domiciliari, e lo fece «in violazione alla normativa antisismica». Inoltre le tribune furono acquistate con un contributo di 88.000 euro assegnato al Latina Calcio «con procedure amministrative irregolari come certificato da Nicola Deodato nella conversazione telefonica avuto con Ventura Monti». Ecco cosa si dicono: «...è na forzatura pagà la manutenzione del campo quando non spetta a noi no??». Era una spesa che doveva sostenere la società. Soldi spesi indebitamente e usati pure male perché in violazione delle norme urbanistiche vigenti. Il gran pasticcio (quasi) perfetto.

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