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Sabato 03 Dicembre 2016

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Arrestato in Irlanda il giovane che travolse e uccise Stella Manzi

La piccola Stella Manzi

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Manca il giudice, sesta udienza rinviata per la morte di Stella Manzi

Aprilia

Sesta udienza, stesso nulla di fatto. Il dibattimento nel processo a carico di Daniel Domnar, un giovane romeno che il 26 dicembre 2013 causò la morte della piccola Stella Manzi, è stato nuovamente rinviato oggi a causa dell'assenza, per la seconda volta, del giudice titolare. I genitori e i fratelli di Stella, erano appena giunti in Tribunale, il tempo di entrare in aula e sei minuti sono riusciti con il rinvio al prossimo 15 dicembre. 

In aula, questa volta, c'era anche l'imputato dopo l'estradizione dall'Irlanda dove aveva tentato di sfuggire alla giustizia. Domnar infatti, ancora prima di sapere cosa il Gup avesse deciso in merito al suo rinvio a giudizio e dopo aver visto rigettare una proposta oscena di patteggiamento a 4 anni di reclusione, aveva fatto perdere le proprie tracce. Per oltre un anno l'Interpol lo ha cercato ovunque. Poi la svolta: un profilo Facebook con la propria foto lo ha tradito. Dal dicembre 2014 al febbraio 2015. Questa la latitanza del giovane che quella maledetta notte al volante di un'auto rubata, senza assicurazione, senza patente, ubriaco e drogato tentò un folle sorpasso lungo la via Nettunense, centrò l'auto guidata dalla mamma di Stella uccidendo la piccola di nemmeno 9 anni, il cagnolino di famiglia, e mandò all'ospedale la madre e i fratelli. 

Anche la precedente udienza dell'8 settembre venne rinviata per l'assenza del giudice, mancava però l'imputato. Oggi i genitori e i fratelli di Stella hanno incrociato il giovane. Pochi istanti, e questo potrebbe aver attenuato la delusione per l'ennesimo rinvio del processo. "Quando abbiamo saputo che era sparito abbiamo pensato che non lo avremmo mai più visto in aula - hanno detto Giannina ed Ercolino, madre e padre della bambina -. Nonostante la grande fiducia sia nelle forze dell'ordine che della giustizia, lo sconforto era grande anche perché lo avevamo detto da subito che gli arresti domiciliari non sembrano la misura cautelare adatta. Averlo visto qui per rispondere di ciò che ha fatto, in fondo è già una buona cosa". 

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