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Richiesta di arresto per Maietta, nuovo rinvio alla Camera

Latina

Rinviata la decisione sulla richiesta di arresto per l’onorevole Pasquale Maietta depositata il 2 novembre scorso in Parlamento dal Tribunale di Latina.
Un’altra data
Come ampiamente previsto la Giunta per le autorizzazioni della Camera ieri ha deciso di non decidere, rimandando ad altra data la scelta sulla misura restrittiva che si vuole applicare al deputato di Latina. Non si tratta, come potrebbe sembrare, di una scelta strategica o prettamente politica ma, più probabilmente, della necessità di approfondire le contestazioni. Dopo che il Tribunale del Riesame ha annullato tutte le ordinanze di custodia cautelare in carcere per gli indagati cui viene contestata anche l’associazione per delinquere, si poteva ipotizzare un diniego. Ma in realtà proprio la lettura del dispositivo che annulla l’ordinanza contiene ulteriori elementi che spingono ad approfondire la vicenda Maietta.
Il capo G
Perché infatti il Riesame ha lasciato intatto il capo G dell’ordinanza del gip Tribunale di Latina, quella alla ipotizzata associazione per delinquere legata alla gestione e, più in dettaglio, alla costruzione delle tribune dello stadio Francioni. Associazione nella quale il ruolo di Pasquale Maietta risulta essere di primissimo piano, se non di dominus. In tal senso la scelta della Giunta per le autorizzazioni di rinviare serve, necessariamente, ad aspettare le motivazioni del Riesame nonché a chiedere ulteriori atti per analizzare le accuse rivolte al deputato.
L’altro lato
Per quanto la Giunta prenda in definitiva una decisione di ordine politico che non ha nulla a che vedere con l’esito della vicenda giudiziaria. Dunque la richiesta di arresto è ancora appesa alla valutazione degli atti e se si guarda bene quanto sta avvenendo in Parlamento c’è anche lì la necessità di evitare scelte affrettate o, peggio, figuracce.
Il precedente
Esiste comunque un precedente in qualche modo simile a quello del parlamentare di Latina ed è il caso del deputato di Forza Italia, Luigi Cesaro, già Presidente dell’amministrazione provinciale di Napoli. Anche per lui il gip del Tribunale di Napoli depositò nel 2014 una richiesta di arresto e nelle more delle decisioni della Giunta per le autorizzazioni della Camera, ci fu il pronunciamento del Tribunale del Riesame per gli altri indagati. E anche in quel caso il riesame annullò le ordinanze di custodia cautelare per tutti, dunque cadde la necessità della Giunta di stabilire se un membro del Parlamento dovesse essere sottoposto a misure di restrizione personale. Una storia non del tutto sovrapponibile a quella di Maietta per la presenza di un capo di imputazione che non è stato toccato dal Riesame e che è alla base della richiesta di applicazione della misura cautelare. A questo punto comunque è escluso che il Parlamento possa assumere qualunque decisione prima dell’arrivo delle motivazioni, cioè a gennaio.

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