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Sabato 25 Febbraio 2017

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Operazione della Guardia di finanza Sequestrati oltre 500 prodotti pericolosi
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Affari d’oro con il riciclaggio

Formia

Battute finali per l’inchiesta avviata dalla Guardia di Finanza nel 2014 incrociando una serie di dati sull’evasione

Affari d’oro con il riciclaggio di denaro investito nel settore del commercio. La fotografia dello stato delle cose a Formia è diventata anche oggetto di un’inchiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Roma che arriva alle sue battute finali dopo oltre due anni di indagini da parte della Guardia di Finanza di Formia. Tutto comincia nel 2014 da un raffronto tra dati finanziari e tributari che vengono notati da un «vecchio” investigatore, il colonnello della Finanza, Giovanni Reccia che in quel momento era comandante provinciale ma che in realtà era stato a Formia alcuni anni prima. C’erano una serie di elementi nel nuovo filone di inchiesta che chiaramente ipotizzava forme importanti di riciclaggio che conducevano a nomi noti in città, i quali, in fondo, non sono mai usciti dal mirino dei finanzieri per molto tempo. Ad agevolare e accelerare l’inchiesta ci sarebbero stati comunque una serie di errori contabili e nei bilanci societari che, alla luce dell’analisi degli atti, avrebbero fatto emergere collegamenti solidi tra più soggetti e una formidabile rete che consente di inserire denaro di provenienza incerta e/o illecita dentro il tessuto commerciale «normale» della città.

L'articolo completo in edicola con Latina Oggi (10 gennaio 2017)

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