Nel 2016, sono 48.230 (25.644 maschi e 22.586 femmine) gli stranieri iscritti in anagrafe nella Provincia di Latina e  appresentano l’8,4% della popolazione residente. Utile, ai fini della programmazione sociosanitaria (problemi di mediazione culturale, considerazioni epidemiologiche), è l’analisi per provenienza degli stranieri. In effetti il gruppo di provenienza aggiormente rappresentato nel nostro territorio è quello dell’Europa comunitaria (42%) che negli anni si è fortemente incrementato, anche per il passaggio alla condizione comunitaria di alcune nazioni come la Romania che forniscono grandi quote di immigrazione alla provincia pontina (39,9% popolazione straniera). Significativa è anche la quota degli asiatici (20.7% indiani), seguiti dagli albanesi (4,7%).  

Questi numeri pongono la Provincia di Latina, sulla base delle stime del dossier USMU 2016, al secondo posto, nel Lazio, dopo Roma per la presenza di stranieri. L’analisi rappresentata non considera, tuttavia, la significativa quota di immigrati irregolari o, comunque non iscritti in anagrafe, genericamente denominati Stranieri Temporaneamente Presenti (STP), che è difficilmente quantificabile e che negli ultimi mesi ha mostrato un cospicuo aumento anche in relazione alla presenza di rifugiati. La  resenza di popolazione straniera e migrante sul nostro territorio pone, dal punto di vista sanitario, molteplici problemi. Alcuni di questi sono legati alla necessità di affrontare patologie rare o eradicate nella popolazione italiana, ma diffuse o endemiche nei Paesi di provenienza. Altri problemi, invece, sono di carattere culturale e, in prevalenza, legati al rapporto tra queste popolazioni e il sistema sanitario determinati, oltre che dalle inevitabili barriere linguistiche, anche dal concetto di “stato di malattia” e dall’approccio al ricorso ai servizi sanitari da parte di persone che, nei Paesi di provenienza, non sempre hanno avuto l’opportunità di essere seguiti da medici o infermieri. Il problema, di per sé, non è nuovo: a tale riguardo giova ricordare che l’Azienda ASL già dal 2005 ha attivato sul territorio cinque ambulatori STP, per gli stranieri non in regola con il permesso di soggiorno, ad Aprilia, Latina, Pontinia, Sabaudia e Terracina. Le azioni intraprese nel passato, tuttavia, non risultano essere più sufficienti oggi alla luce dei numeri precedentemente presentati. Occorre un approccio più strutturato capace di avvicinare la popolazione straniera e migrante ai servizi sanitari al fine di coinvolgerli in programmi di prevenzione e cura delle malattie a tutela anche della popolazione italiana. A questo proposito l’Azienda di Latina ha già avviato due azioni significative: la traduzione dei cd “bugiardini” delle principali specialità farmaceutiche nelle principali lingue dei Paesi di origine della  opolazione straniera e l’individuazione, nell’ambito delle modifiche dell’Atto Aziendale recentemente approvato dalla  onferenza dei Sindaci, di due unità operative dedicate. La prima nell’ambito del Dipartimento di Prevenzione e denominata “Profilassi e sorveglianza delle Malattie Infettive” e la seconda inserita nel costituendo Dipartimento di Assistenza Primaria e denominata “Popolazione Migrante e Mobilità Sanitaria”. È in questo quadro di attenzione alla problematica specifica, grazie soprattutto all’impegno profuso dalla dott.ssa Giuseppina Carreca (Direttore del Distretto di Latina e attuale responsabile delle politiche aziendali per la popolazione straniera e migrante) che si inserisce il recente accordo con Emergency che, nel corso della sua durata annuale, consentirà di sperimentare un approccio al problema di carattere proattivo, coinvolgendo la popolazione interessata nei luoghi in cui vivono, offrendo servizi medici e infermieristici e, soprattutto, quel servizio di mediazione culturale che dovrà favorire la progressiva integrazione della popolazione straniera nei nostri programmi di tutela e cura della salute.