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In carcere e poi assolto, sarà risarcito

Fondi - Il 48enne fu indagato nel processo Nitra, poi confluito in Damasco 2

E' stato sottoposto a misure cautelari dal 2002 al 2003, ma poi, nel corso del processo, è stato assolto. Per questo motivo il suo legale, l'avvocato Giulio Mastrobattista, ha promosso ricorso per ingiusta detenzione. Nella giornata di ieri la sentenza, con la quale la IV sezione penale della Corte d'Appello ha riconosciuto all'uomo, oggi 48enne, un risarcimento di circa 100mila euro. 

Era il marzo 2002 quando Sergio Peluso, all’epoca dei fatti 35enne, fu arrestato nell’ambito dell’operazione denominata “Nitra”, poi confluita in “Damasco 2”. Il presunto spaccio di hashish e cocaina, che fu ipotizzato per una intercettazione telefonica immediatamente contestata nella fase processuale dall’avvocato difensore Giulio Mastrobattista, si era poi trasformato nella contestazione del vincolo associativo semplice. Ma nel corso del processo Sergio Peluso fu assolto da tutte le accuse, essendo stata dimostrata l’arbitrarietà dell’interpretazione della contestata intercettazione telefonica, nella quale una voce registrata dagli investigatori era stata per l’appunto attribuita a Peluso. Per questa vicenda l’operaio di Fondi, che oggi ha 48 anni, è stato sottoposto a misure cautelari, dapprima in carcere e poi ai domiciliari, per circa un anno. Poi, dopo l'assoluzione, è arrivata la richiesta di risarcimento danni, accordata dalla IV sezione penale della Corte d'Appello di Roma per circa 100mila euro. 

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