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Venerdì 02 Dicembre 2016

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Caso Lollo e incarichi professionali, l'Anm difende il presidente Pandolfi
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Caso Lollo e incarichi professionali, l'ANM difende il presidente Pandolfi

Latina

Ci hanno impiegato un po’ di tempo, ma alla fine ce l’hanno fatta. I magistrati dell’Anm si fanno sentire sul caso dell’assegnazione degli incarichi fallimentari a professionisti esterni al territorio pontino dopo lo scandalo che ha portato all’arresto dell’ex giudice delegato Antonio Lollo. A scrivere però non è la sezione di Latina dell’Anm, ma la Giunta Anm di Roma, circostanza che presta il fianco all’ipotesi che i magistrati pontini, non tutti perlomeno, siano d’accordo con i contenuti della nota diramata nelle redazioni degli organi di informazione. Nota che difende l’operato del Presidente del Tribunale di Latina Catello Pandolfi «...finalizzata a creare una discontinuità con la gestione precedente, che aveva creato sacche di illegalità».
Eppure, a parte Lollo, non risulta vi siano stati provvedimenti a carico di altri magistrati. Dunque, se la gestione precedente cui la Giunta romana di Anm si riferisce è quella della sezione governata da Antonio Lollo, il problema non si porrebbe, visto che lo hanno arrestato. Ma l’Anm insiste: «Non è pensabile che a fronte di un fatto grave come quello dell’arresto di Lollo e di alcuni professionisti non si intervenga con contromisure idonee a garantire, con il massimo rigore, l’assoluta affidabilità delle procedure, ponendole al riparo anche dal mero sospetto di essere gestite tutt’ora in modo inappropriato». C’è qualcosa che non torna. Se lo scandalo dei fallimenti è stato reso possibile soltanto con la regia di un giudice, e se quel giudice è stato allontanato, come potrebbero «i professionisti seri che da sempre operano nel territorio pontino ed estranei alla mala gestio di altri», dare vita ad un nuovo scandalo? Affrontata alla maniera dell’Anm, la questione si presta ad una conclusione diversa, anche se provocatoria, da quella che ha avuto: forse gli incarichi del dopo Lollo non andavano sottratti ai professionisti seri e onesti della provincia di Latina, ma più semplicemente affidati a magistrati napoletani.
E per concludere, le recenti polemiche cui si riferisce la Giunta romana di Anm, non sono giornalistiche, ma sollevate dagli Ordini degli Avvocati e dei Commercialisti, ai quali nella nota non si fa alcun riferimento esplicito.

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