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Martedì 06 Dicembre 2016

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Michele Caporossi nominato direttore generale ad Ancona
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Caporossi lascia la Asl, ora è caos per la sostituzione. E la politica attacca

Latina

La nomina di Michele Cporossi a direttore generale degli Ospedali Riuniti di Ancona libera la poltrona di manager alla Asl di Latina. Ma la  notizia, giunta all'improvviso, ha trovato di fatto impreparati gli organi decisionali. Adesso la Regione Lazio dovrà provvedere a una sostituzione del direttore generale. Il consigliere regionale di Forza Italia Giuseppe Simeone avverte: "Adesso basta mercenari, i cittadini hanno bisogno di persone davvero interessate ai destini della sanità".

Simeone continua affermando: "L’addio dell’attuale manager della Asl di Latina, Michele Caporossi, è uno schiaffo alla nostra provincia. E’ l’ennesima dimostrazione di come questo territorio sia considerato alla stregua di una terra di conquista, da depredare e abbandonare in macerie. E’ il segnale del fatto che in un settore delicato come la sanità sia arrivato il momento di dire basta a orde di mercenari che assumono incarichi fondamentali, in termini di organizzazione e gestione di servizi vitali per i cittadini, non per dare un contributo, non per migliorare l’esistente ma solo in attesa di qualcosa di più redditizio. Non fa specie in questo senso il manager della Asl di Latina che accettando il nuovo incarico ad Ancona ha solo dimostrato di non aver avuto mai interesse a lavorare, e i risultati ne sono testimoni, per il futuro della sanità nella nostra provincia. E al danno si aggiunge la beffa. Perché chi sostituirà Caporossi dovrà ricominciare tutto dall’inizio a meno che, da parte del presidente Zingaretti, non arrivi almeno questa volta una decisione davvero rivoluzionaria. Il presidente della Regione non può non prendere atto di quanto accaduto. Ha il dovere, verso le comunità che rappresentiamo, di dare alla Asl di Latina una guida stabile. E lo può fare solo scegliendo tra i tantissimi professionisti che questo territorio lo conoscono e lo vivono. Professionisti che conoscono i limiti, le potenzialità e le eccellenze, di un settore che grazie a Caporossi e Zingaretti si sta disperdendo nell’inerzia e nell’assenza di scelte mirate. Non siamo ipocriti. Abbiamo sempre contestato le decisioni assunte da Caporossi. Il nostro non è un rammarico ma è voglia di rivendicare l’autonomia decisionale di un territorio che non deve più essere consegnato a mercenari interessati a tutto tranne che al bene dei cittadini. Zingaretti rifletta questa volta perché la provincia di Latina non è in vendita".

Dello stesso tenore le dichiarazioni del sindaco di Fondi Salvatore De Meo, anche lui espressione di Forza Italia. "Nella serata di ieri – afferma il Sindaco di Fondi Salvatore De Meo – ho appreso con stupore dalle agenzie di stampa della nomina, deliberata dalla Giunta regionale delle Marche, dell’attuale Direttore Generale della ASL di Latina Michele Caporossi a nuovo DG dell’Azienda Ospedali Riuniti di Ancona. E’ ovviamente una circostanza inaspettata, che ci fa rivivere quello che è già accaduto negli anni scorsi, quando il DG ASL Ernesto Petti, con cui si erano concordate determinate modalità operative, lasciò improvvisamente il posto ad Ilde Coiro, la quale non tenne minimamente in considerazione quanto programmato dal predecessore e fece cadere il primo colpo di piccone sul nostro ospedale. L’arrivo di un nuovo Direttore Generale comporterà inevitabilmente delle lungaggini perché questi dovrà ripartire da zero per conoscere la realtà provinciale e di conseguenza trascorreranno altri mesi in attesa che le urgenze dei territori possano essere opportunamente vagliate. Ciò riguarderà, pertanto, anche la situazione in cui versa il “San Giovanni di Dio” di Fondi, che continuerà ad acutizzarsi, con un ulteriore depotenziamento complessivo i cui effetti graveranno sui cittadini del nostro comprensorio. Prima di avere un nuovo interlocutore, con la speranza di un dialogo più proficuo, si sarà purtroppo consolidato uno scenario ancor più negativo di quello attuale e con numeri e servizi che si saranno ridotti al lumicino il rischio è che il prossimo DG potrebbe decidere di non voler investire in una situazione globale degenerata. In tutto ciò ci interroghiamo su quale ruolo ha sinora voluto svolgere il Commissario ad acta per la sanità del Lazio Nicola Zingaretti e quale sarà il suo atteggiamento per il futuro, soprattutto in ragione delle rassicurazioni date ormai da troppi mesi rispetto al “San Giovanni di Dio”. Purtroppo abbiamo avuto ragione nell’esprimere critiche rispetto sia alle scelte della Regione che all’operato dello staff ASL, che sembra essere stato applicato in maniera “chirurgica” alla nostra provincia: tagli e riduzioni con il pretesto del risanamento deficit e ora l’abbandono delle postazioni. Un abbandono pianificato, viene da pensare, che ha avuto inizio alcuni mesi fa con il Direttore Amministrativo Vania Rado, che prosegue oggi con Caporossi e non ci stupiremmo se a breve si concludesse con la partenza del Direttore Sanitario Alfredo Cordoni. Ma perché questi commiati precipitosi? Eppure, appena nel Novembre scorso l’operato del DG Caporossi aveva ricevuto l’approvazione, sia pure con una stentata sufficienza, dal nucleo di valutazione regionale, un’approvazione avallata dal Commissario Zingaretti; ci si era vantati di numeri e risultati e lo stesso DG aveva annunciato di essere in procinto di rivoluzionare la ASL pontina. Ed ecco che dopo neppure due anni un lavoro intrapreso viene lasciato a metà. Perché? I fatti dicono che Caporossi, con l’avallo della Regione Lazio, ci lascia con un Atto aziendale che fa acqua da tutte le parti, una “rete” con le maglie bucate, il caos nei Pronto soccorso, lo snaturamento del Presidio Centro e un’inadeguatezza complessiva delle rete ospedaliera in termini di personale, posti letto e strumentazione. L’auspicio che sento di formulare per il futuro è che il nuovo Direttore Generale ASL della nostra provincia non voglia intraprendere una gestione ragionieristica della sanità pontina, come è stato fatto sinora al di là delle dichiarazioni di facciata, e non pretenda di essere portatore di soluzioni miracolose, ma che abbia invece voglia di conoscere la situazione complessiva che dovrà saper gestire e sia messo dalla Regione Lazio nelle condizioni di avere un diverso approccio con la nostra realtà, che va ascoltata e compresa minuziosamente per poter operare al meglio, nell’interesse esclusivo dei pazienti". 

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