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Venerdì 09 Dicembre 2016

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Sequestro Indeco, nell'ordinanza i retroscena della gestione

L'arrivo della Squadra Mobile ai cancelli di Indeco

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Sequestro Indeco, nell'ordinanza i retroscena della gestione

Latina

E’ in atto una gestione della discarica in assenza di autorizzazione. Con questa motivazione il gip Giuseppe Cario ha disposto il sequestro preventivo dell’invaso S8 di Borgo Montello gestito da Indeco srl. Infatti in base alle verifiche che hanno preceduto il provvedimento cautelare «emerge un preoccupante fenomeno di superamento delle quote di rifiuti abbancati ben oltre la quota oggetto di autorizzazione». Secondo i rilievi topografici la discarica è più alta di 3 metri rispetto all’autorizzazione originaria e fino a 4,5 metri nel punto di massima differenza. Un innalzamento non autorizzato che equivale ad un abbancamento illegale di ben 114.500 metri cubi, in base ad un calcolo fatto a settembre scorso. Secondo il gip esiste al momento un «pericolo per la salute collettiva» supportato tra l’altro da segnalazioni di protesta di comitati di cittadini per emissioni odorigene nonché le valutazioni espresse in sede di conferenza di servizi sulle nuove autorizzazioni dai responsabili del Settore Ambiente di Comune e Provincia i quali segnalano come la «bonifica non è conforme al progetto approvato». A tutto questo si aggiunge il rischio di contaminazione della falda acquifera legato al percolato derivante da una massa di rifiuti (appunto l’eccedenza di 114mila metri cubi) che grava su un’area la cui impermeabilizzazione non è parametrata su quel quantitativo. Per la gestione illecita della discarica oltre le quantità autorizzate nel 2010 risultano indagati Ernesto D’Aprano amministratore unico di Indeco fino a marzo 2012 e poi Presidente della stessa fino a ottobre 2014, Stefano Lazzari consigliere di amministrazione fino a ottobre 2014, Antonio Romei anch’egli consigliere di amministrazione da marzo 2012 a ottobre 2014, Antonella Bretagna, amministratore unico dal 2000 al 2010, Giorgio Cardona, attuale amministratore. Sull’invaso S8 la Indeco ha presentato domanda di autorizzazione al sovralzo per circa 165mila metri cubi e l’iter è tuttora in corso ma nel frattempo emerge, come contestato nel decreto di sequestro, che il volume concesso nel 2010 è stato superato di 114,500 metri cubi, tutto ciò in assenza della possibilità di innalzare l’invaso in attesa della nuova autorizzazione. Sostiene la società, che tramite l’avvocato Luca Giudetti aveva chiesto un ulteriore sopralluogo a metà dicembre, che il volume dell’invaso è destinato a ridursi per processi naturali e ciò lo farebbe rientrare nei parametri autorizzati. Ma tale riduzione è prevista entro il 2028. Troppo lontano e troppo aleatorio come termine secondo il Tribunale. E anzi si ritiene che sussista il pericolo di reiterazione dei reati, di qui i sigilli apposti ieri mattina dagli uomini della squadra mobile e che potranno essere violati solo per attività di messa in sicurezza dell’impianto e dell’ambiente circostante. La prova madre del superamento dei limiti è contenuta nei rilievi topografici dei consulenti della Procura, Daniele Martelloni e Marco Ramerini.

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