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Mercoledì 07 Dicembre 2016

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Matrimoni "combinati" con extracomunitari, giro d'affari esorbitante
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Matrimoni "combinati" con extracomunitari, giro d'affari esorbitante

Operazione "Magna Grecia"

Dopo la conferenza stampa tenuta poche ore fa nel Comando provinciale dei carabinieri di Roma, emergono nuovi particolari circa l'operazione "Magna Grecia", che ha portato il gip del Tribunale di Velletri a emettere un'ordinanza che ha disposto delle misure cautelari nei confronti di 18 persone - 13 italiani e 5 stranieri, tra cui due siriani ritenuti i "capi" dell'organizzazione - ritenute responsabili, a vario titolo, di diversi tipi di ipotesi di reato.

Per 14 di loro, infatti, è contestato il favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e la permanenza sul territorio italiano di cittadini stranieri, dietro pagamento di ingenti somme di denaro. Per altri quattro, ai quali va aggiunto anche uno già compreso tra i 14, l’accusa è di spaccio di sostanze stupefacenti in concorso.

Le indagini sono state coordinate dalla Procura della Repubblica di Velletri e sono state portate avanti dai carabinieri della compagnia di Pomezia, i quali hanno ricostruito il modus operandi del gruppo - che operava, in Italia, soprattutto tra Ardea e Pomezia -, scoprendo come l'ingresso illegale degli extracomunitari in Italia partiva dalla Grecia e riguardava prevalentemente cittadini del Medio Oriente, per i quali era organizzato il matrimonio "simulato" con donne italiane, alcune delle quali sembrerebbe fossero già sposate.

I promotori e organizzatori dei viaggi e dei matrimoni “combinati”, che potevano raggiungere il costo di 10.000 euro, erano due cittadini siriani, aiutati dalle condotte di molteplici donne italiane che per il loro ruolo percepivano 500 euro a viaggio.

"In particolare - hanno spiegato dall'Arma - le donne giungevano in Grecia, a mezzo aereo (in pochi casi a mezzo di nave), con biglietti che erano stati preventivamente acquistati con carte di debito intestate ai suddetti cittadini siriani, ma solo dopo avere già interessato un referente di origine egiziana sul posto, il quale individuava i clienti, ossia gli uomini interessati a raggiungere l’Italia, ai quali far contrarre matrimonio. Tramite un ulteriore intermediario in loco, venivano anche forniti documenti falsi agli stranieri in partenza. Le donne raggiungevano i clandestini e facevano ritorno in Italia, giungendo in porti ed aeroporti, che variavano di volta in volta. All’atto della partenza e allo sbarco, per evitare i controlli, il clandestino e la donna, simulavano una relazione sentimentale spacciandosi per fidanzati o per semplici amici".

Il filone della droga, invece, ha portato a scoprire un vasto giro di spaccio tra il complesso delle Salzare di Ardea e il litorale di Torvajanica. "Nel corso delle perquisizioni odierne, che hanno visto impiegati oltre 150 carabinieri, anche unità cinofile e un elicottero, è stato arrestato, in flagranza di reato, un italiano di 28 anni - hanno concluso i carabinieri - con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio e possesso ingiustificato di armi improprie. Nel corso della perquisizione i militari hanno sequestrato circa 11 chili di marijuana e 2 di hashish".

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