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Giovedì 08 Dicembre 2016

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Operazione della Guardia di finanza Sequestrati oltre 500 prodotti pericolosi
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(VIDEO) "The Imitation Game", sgominata la banda che gestiva giochi e scommesse. C'è anche un formiano

Antimafia

Attività illecite di giochi e scommesse sono finite nel mirino di articolate indagini dirette dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Roma a contrasto della presenza della criminalità organizzata. Alle prime luci dell’alba il Servizio Centrale Operativo (SCO) della Polizia di Stato, la Squadra Mobile della Questura di Roma e il Servizio Centrale Investigazione Criminalità Organizzata della Guardia di Finanza ( SCICO) hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emesse dal Giudice delle Indagini Preliminari del Tribunale capitolino, nei confronti di undici persone tra cui Biagino Di Manno, nato a Formia nel 1973. La struttura ideata, organizzata e diretta aveva la caratteristica di essere di tipo verticistico e piramidale, al cui apice vi era  il potentino Luigi Tancredi, che intratteneva rapporti diretti con i cosiddetti National, costituenti il livello più alto dell’organizzazione. Ai National facevano quindi riferimento i Regional che provvedevano al ritiro delle somme di denaro dai Distretti i quali, a loro volta, provvedevano alla raccolta dai Club Manager, gli unici ad avere rapporti diretti con il “player” finale il quale, per accedere al gioco on line, doveva corrispondere in anticipo all’organizzazione una somma di denaro che veniva poi accreditata in un conto virtuale anche mediante trasferimento con carte prepagate poste-pay. Ciascun livello era destinatario, quindi, di una precisa quota di profitti. Il “server” che gestiva il gioco on-line era ubicato a Tampa in Florida, mentre in Romania aveva sede la società rumena “Dollarobet srl”, ove fisicamente vi lavoravano sia il personale dell’assistenza al sito sia gli “esperti informatici” che avevano la possibilità di accedere direttamente sul server. Alle risultanze investigative si sono aggiunte le dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia che hanno confermato il forte interessamento dei clan camorristici per il settore del gioco illegale on line e la progressiva acquisizione del controllo di tale attività illecita su intere fette del territorio nazionale. I proventi delle attività venivano infatti versati mensilmente ai “casalesi” facenti capo a Michele Zagaria, Antonio Iovine e Francesco Schiavone.  L’attività investigativa condotta ha, altresì, fatto emergere collegamenti con la ‘ndrangheta di Marina di Gioiosa Ionica.

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