L'Aula del Senato ha accolto questa mattina con voto segreto le dimissioni presentate dal senatore di Forza Italia, Augusto Minzolini. I sì sono stati 142, 105 i no, e 4 gli astenuti. Minzolini aveva presentato le dimissioni dopo che il Senato aveva respinto la sua decadenza in applicazione della legge Severino. Curiosamente però l'aula di Palazzo Madama continua a bocciare le dimissioni di Giuseppe Vacciano, senatore del Gruppo Misto, ex Movimento 5 Stelle. Vacciano reitera da quasi tre anni le dimissioni, cioè dopo il suo addio a M5S. Secondo il senatore pontino, proprio l'addio al Movimento giustifica la sua richiesta di passo indietro "così da dare modo ad un altro cittadino eletto di rappresentare gli elettori del Movimento". Purtroppo per Vacciano, però, i colleghi senatori fanno valere per lui quanto previsto dall'articolo 67 della Costituzione, ossia: "Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato". Chi è eletto risponde ai cittadini, non al suo partito. Il paradosso è che Vacciano, nelle sue dimissioni, sostiene proprio questo, che lui vuole rispondere ai cittadini e dunque rimette il mandato. In ogni caso, ad oggi, è ancora "ostaggio" del Senato.