Il taglio delle indennità del 10% per consiglieri e assessori è stato bocciato dalla maggioranza guidata da Latina Bene Comune. «E' una proposta demagogica», ha tuonato la consigliera Marina Aramini. Gli esponenti di Lbc hanno fatto intendere che gli assessori rispetto ai dirigenti sono sottopagati e che si può invece risparmiare sulle convocazioni delle commissioni e dei consigli comunali, evitando di convocarne in modo eccessivo.
La mozione era stata presentata dai consiglieri di minoranza Alessandro Calvi e Nicola Calandrini. Va detto che già il fatto che il resto dell'opposizione non si sia schierata a sostegno della proposta aveva tolto ad essa un notevole peso. Calvi e Calandrini hanno provato a difendere la loro idea che muove dal fatto che «in questo anno di amministrazione abbiamo notato un deciso calo di produttività da parte di commissioni e Consiglio». Pochi atti approvati, poche sedute convocate. Insomma, sarebbe meglio prendere tutti meno. Calandrini ha anche sottolineato che «non si può dire facciamo meno Consigli così spendiamo meno. Ma che ragionamento è?». I soldi risparmiati sarebbero andati a fasce deboli e startup. Ma i consiglieri di Lbc non sono stati d'accordo e hanno sottolineato come "assessori e sindaco sono sottopagati rispetto a quello che prende un dirigente" (70-80 mila euro l'anno, un assessore arriva a 40 mila circa). Sui soldi alle fasce deboli e alle startup, però, la maggioranza e l'opposizione si sono trovate d'accordo sulla necessità di reperire risorse in più.