Nelle scorse ore, il caso di Maria Bruna Pagnotti - che alla presentazione delle liste di candidati al Consiglio di Ardea era presente in due compagini, a sostegno di altrettanti candidati sindaco - ha decisamente travalicato i confini comunali. Il deputato del Partito Democratico Marco Di Stefano, infatti, ha presentato un'interrogazione al ministro dell'Interno Marco Minniti per chiedere se non ritenga opportuno effettuare una verifica immediata della situazione "al fine di garantire - si legge nell'interrogazione - un più corretto svolgimento delle elezioni amministrative nell'interesse dei cittadini-elettori del Comune di Ardea".
Di Stefano ha voluto illustrare quello che è accaduto, oltre a esprimere un suo pensiero: nell'atto, infatti, ha prima riportato le due liste in cui si rinvengono il nome e il cognome di Maria bruna Pagnotti, ossia il "Patto per Ardea" e "Fratelli d'Italia", e poi ha evidenziato come le firme dei sottoscrittori avallerebbero la candidatura della donna in entrambi gli schieramenti. "La presenza di una duplice candidatura - si legge nell'interrogazione - presenterebbe i requisiti per l'invalidità delle liste in questione".
Al di là di quanto riportato da Di Stefano, però, va evidenziato che il caso è stato vagliato dalla commissione elettorale: si attendono, nelle prossime ore, le decisioni della stessa, anche se non sembrerebbe affatto escluso il depennamento del nominativo della Pagnotti dalla lista del "Patto per Ardea", ossia la prima in cui aveva scelto di candidarsi per poi cambiare idea.
Nelle scorse ore, infatti, un'altra candidata del "Patto", ossia Raffaella Neocliti, su Facebook aveva chiarito la vicenda: «La candidata sa perfettamente di essere in due liste e sa che non si può fare. Ha firmato la candidatura nella mia lista il giovedì sera davanti al notaio. Il venerdì ha firmato con un'altra lista, chiedendo a noi di essere cancellata, cosa che non abbiamo potuto fare perché i fogli erano stati autenticati già dal notaio». Sempre la Neocliti ha poi spiegato che la candidata avrebbe scritto una lettera chiedendo di essere cancellata dal "Patto per Ardea" e confermata nell'altra lista.