Una mobilitazione che travalica gli schieramenti e le appartenenze politiche, quella per difendere l'Alta diagnostica. Il progetto che doveva trovare la propria sede a Latina è stato dirottato su Roma dalla Regione Lazio e ora bisogna correre ai ripari prima che sia troppo tardi. Il sindaco di Latina Damiano Coletta si è impegnato a convocare un tavolo di confronto urgente che abbia tra i partecipanti Provincia e Università. Il presidente della Provincia Eleonora Della Penna aggiunge che sarebbe opportuno "vedere seduti anche i rappresentanti della Regione Lazio". Moltissimi gli interventi sul tema. Eccone alcuni.

Eleonora Della Penna - Presidente della Provincia di Latina

"La Provincia di Latina ha partecipato attivamente e con risorse proprie alla realizzazione del Centro di Alta Diagnostica e, per questo motivo, chiediamo con forza il rispetto della convenzione. I fondi messi a disposizione dal nostro ente, circa 800mila euro, sono frutto di sacrifici che abbiamo voluto confermare nonostante il momento di grave difficoltà che le casse delle Province italiane stanno vivendo. Lo abbiamo fatto convinti che fosse un investimento a cui non potevamo rinunciare. Questa la posizione che ho ribadito anche nel corso dell'incontro convocato dal sindaco di Latina Damiano Coletta e che la Provincia non intende modificare anche in considerazione del fatto che le somme messe a disposizione sono e rimangono vincolate al rispetto del contenuto della convenzione che, personalmente, ho sottoscritto nel 2015. La Provincia e, per quanto di competenza, il Comune hanno fatto la loro parte, siamo certi che la Fondazione Roma rispetterà gli accordi presi così come chiediamo alla Regione Lazio di rivedere la propria posizione anche in considerazione del fatto che le carenze evidenziate nella nota relativa all'installazione di un tomografo ibrido pet-rm nel Centro di Alta Diagnostica appaiono sanabili. Invito il sindaco Coletta a convocare, così come abbiamo stabilito nell'ultimo incontro, un tavolo di confronto con tutti gli attori di questa vicenda e a cui spero di vedere seduti, oltre ai rappresentanti di Fondazione Roma anche quelli della Regione Lazio a cui intendo ribadire, con forza, questi concetti chiedendo l'impegno di tutti per il bene di un progetto che intendiamo difendere con forza"

Maurizio Scarsella e Nicola Tavoletta - Acli Lazio

"La Presidenza delle ACLI Provinciali di Latina esprime le proprie riflessioni sul caso dell'alta diagnostica, oggi il più importante tema per la comunità pontina e del Lazio meridionale.La funzionalità di tale opera non può e non deve essere pregiudicata da vere incomprensioni amministrative, va salvata per il bene dei cittadini.Oggi le famiglie sono sottoposte ad una vera e propria migrazione sanitaria che costa stress e tanto danaro per curarsi in altre realtà nazionali. I cittadini del nostro territorio conoscono bene cosa vuol dire la migrazione sanitaria, quanto pesa anche sulla integrità familiare e sulla serenità lavorativa, saremmo in grado di alleviarla con il centro di alta diagnostica, quindi è una necessità che non dobbiamo disattendere. Le ACLI Provinciali invocano la soluzione per ristabilire l'interezza del progetto, auspicato e atteso dai cittadini, e fanno appello alla politica perchè si impegni nel trovare la soluzione o nel reagire per difendere un grande bene comune. La Fondazione Roma, una organizzazione di Terzo Settore, ha portato le risorse, le competenze e i progetti per consegnare alla comunità un'opera rara nel panorama sanitario ed ora la dobbiamo difendere tutti insieme. Le istituzioni locali a vari livelli, ma anche la società civile, si sono spese, in passato, in un'alleanza positiva per realizzare il centro di alta diagnostica, oggi ci sia continuità nel difenderlo. Le ACLI hanno affrontato in questi mesi il tema del caregiver, dialogando con la politica, per una rapida approvazione sulla legge e continuano a chiedere alle rappresentanze politiche un impegno per la tutela della salute e delle famiglie, quindi di rispondere immediatamente con la soluzione alla criticità emersa nel realizzare il centro. Fanno un appello perchè si riuniscano le amministrazioni comunali in una alleanza sociale a difesa del progetto, così lo stesso appello è per la società civile organizzata".

Giuseppe Simeone - Consigliere regionale Forza Italia

"Il diniego, da parte della Regione Lazio, all'installazione del tomografo PET - RM ibrido da 3 Tesla di campo per il Centro di alta diagnostica a Latina non è altro che l'ennesima dimostrazione di come Zingaretti non abbia a cuore l'interesse dei cittadini e del Lazio. Si tratta di un atto ingiustificabile. Inaccettabile perché lesivo del diritto dei cittadini della provincia di Latina e del Lazio a disporre di una eccellenza nel settore sanitario e diagnostico senza pari in Italia. Per queste ragioni, dopo aver letto con attenzione gli atti, ho depositato una interrogazione urgente chiedendo al presidente Zingaretti se intenda, fermo restando il superamento dei rilievi di natura burocratica ed amministrativa, assicurare l'autorizzazione all'installazione di un tomografo ibrido PET-RM di intensità di campo magnetico statico pari a 3 Tesla presso il Centro di alta diagnostica di Latina considerata l'importanza che tale tecnologia innovativa e all'avanguardia rappresenta in termini di efficienza ed efficacia dei servizi di eccellenza offerti ai cittadini in campo sanitario nella provincia di Latina, nel Lazio e in Italia. E' vergognoso che chi amministra questa Regione anziché farsi parte integrante della risoluzione degli ostacoli che insorgono, a qualsiasi titolo e in qualsiasi settore a partire dalla sanità, si riduca a prenderne atto e ad agire come censore. La realizzazione del Centro di alta diagnostica a Latina non comporta alcun onere a carico del sistema sanitario e per la Regione Lazio e prevede l'attuazione del cosiddetto "Privato sociale" mettendo a disposizione delle famiglie e delle persone con reddito pari o inferiore ai 12mila euro l'anno l'erogazione gratuita di prestazioni ad alto contenuto diagnostico. Un progetto di valenza internazionale, sociale ed operativa, che ci chiede come istituzioni di mettere in atto ogni azione in nostro potere, nel rispetto delle norme, al fine di arrivare alla realizzazione del Centro di alta diagnostica e al rispetto di quanto previsto nell'accordo siglato nel 2012 tra il Comune di Latina, la Provincia di Latina, la Asl di Latina, l'Università La Sapienza di Roma e il Comitato promotore per la Fondazione Scienza e Ricerca. Le alte tecnologie di Diagnostica per Immagini previste nel progetto della Fondazione Roma prevedono una Risonanza Magnetica/PET che è una metodica combinata di una Risonanza Magnetica ad alto campo ( 3 Tesla ) particolarmente indicata nella diagnostica Neuro ed in campo oncologico (malattie tumorali), e PET (diagnostica funzionale) con simultaneità e complementarietà dei rilievi diagnostici. E dotarsi di tale tecnologia che, dati i costi, il sistema sanitario nazionale non potrebbe affrontare, porrebbe la provincia di Latina e la Regione Lazio in posizione di grande rilievo nazionale ed internazionale. La Regione e il presidente Zingaretti con questo atteggiamento, invece di sostenere tale progetto viene meno al ruolo che gli è stato affidato dai cittadini, continua a penalizzare i servizi e le comunità che rappresentiamo mortificando ogni iniziativa possa migliorare la loro vita. Zingaretti non deve fare il ragioniere, deve governare la Regione assumendosi le responsabilità che ne derivano. E nel caso specifico del Centro di alta diagnostica a Latina doveva intervenire da padre nobile per trovare con gli Enti interessati la soluzione migliore e più rapida per superare quegli ostacoli che, come si evince dalla determinazione contenente il diniego, sono di natura burocratico amministrativa. Aspettiamo Zingaretti in aula per sentire dalla sua voce cosa intenda fare. E' la seconda volta che la Regione Lazio ostacola un progetto di eccellenza nel campo sanitario. Abbia il coraggio di spiegarci il motivo e mostri la responsabilità di contribuire a risolvere i problemi ostacoli insorti o di ammettere che la salute dei cittadini non gli interessa".

Loreto Capuano - Responsabile Sanità Fratelli d'Italia

" Pretendere semplicemente il rispetto della Convenzione Quadro sottoscritta nel 2015 tra Provincia e Comune di Latina, Università la Sapienza, Fondazione Roma, evitando inutili conflitti tra Enti" è quanto afferma il dott. Loreto Capuano responsabile sanità della costituente provinciale di Fratelli d'Italia-An, commentando lo stop all'installazione del tomografo ibrido Pet-Rm presso il Centro di Alta Diagnostica di Latina, imposto dalla Regione Lazio.
Una decisione che desta più di qualche perplessità, secondo l'esponente politico, perchè, se come affermano in regione, il diniego è legato al fatto che a Latina si intenda utilizzare una apparecchiatura che rientra negli standard nucleari in un Centro di nuova costituzione, non si comprende proprio come tale permesso sia stato concesso per la medesima macchina in un nuovo centro a Guidonia…
Chi parla di ricorsi al tar non si rende conto di come il pericolo sia quello di iniziare una "guerra" tra Enti che avrebbe come primo risultato quello di bloccare tutto l'iter aprendo una stagione di rinvii che non si sa a cosa porterebbe. Forse proprio quello in cui qualcuno spera?...
Capuano ricorda, quindi, il lungo e complesso iter, e gli sforzi congiunti delle precedenti amministrazioni provinciali e comunali che hanno alle fine fatto decidere la Fondazione Roma di indicare Latina come sede del prestigioso Centro tanto da far insignire della cittadinanza onoraria il suo Presidente Prof Emanuele Emmanuele.
Da qui la necessità che la città e la provincia facciano quadrato intorno all'iniziativa per evitare di vedersi scippare , o fortemente ridimensionare, un Centro che diventerebbe praticamente unico in Italia, con macchinari all'avanguardia a livello mondiale, e che punterebbe fortemente sul c.d. "privato sociale" per la diagnostica per immagini, grazie al quale persone con bassi redditi potrebbero essere curate gratuitamente.
L'esponente di FdI-An fa quindi appello al sindaco Coletta" affinchè si faccia portavoce di questa problematica presso il Presidente della Fondazione Roma Prof Emanuele Emmanuele e insista affinchè la Fondazione rispetti la Convenzione Quadro, facendo collocare nella struttura almeno gli altri due macchinari e, successivamente avviato il Centro, anche la Pet-Rm dopo aver definito e realizzato tutti i supporti tecnici e strutturali necessari. Soprattutto il Comune di Latina deve pretendere che il Centro sia conforme al progetto originario da tutti condiviso.
Il Centro di Alta Diagnostica rappresenta un esempio importante della buona collaborazione tra pubblico e privato e diventerebbe anche un punto di eccellenza internazionale nella ricerca, capace di attrarre scienziati da tutto il mondo, non ultimo permettendo a giovani studiosi italiani, oggi all'estero, di poter tornare in Italia. Perdere o vedersi ridimensionare la struttura, fin dal suo nascere, sarebbe una sciagura per tutta la nostra Comunità."

Enrico Tiero - coordinatore provinciale Cuori italiani Idea

"La comunità pontina non deve perdere l'opportunità dell'alta diagnostica. La politica provinciale in passato ha collaborato con la fondazione Roma per realizzare questa opera invocata da tutti e rara nel panorama sanitario ed ora va difesa. Non possiamo subire uno scippo che penalizzerebbe i cittadini nella loro sfera più cara, la salute. Ora chi amministra Latina difenda l'opera e i cittadini. Scadono i termini per il ricorso al tar e non possiamo essere inermi. I dirigenti della fondazione Roma, Alfredo Loffredo e il il cittadino onorario Emanuele Emanuele ci hanno dato una grande opportunità, insieme ci abbiamo creduto per il bene di tutti, ora si difenda questo bene comune vero. Il governo Zingaretti espropria di un diritto la comunità pontina. I rappresentanti del suo stesso partito ai vari livelli provinciali che fanno? Quali sono le logiche del loro agire se non difendere i cittadini che gli hanno votati? Senatore Moscardelli, onorevole Forte, sottosegretario Sesa Amici battete un colpo, Latina vi guarda".

Antonio Bottoni - Contribuenti.it

Da notizie di stampa, apprendiamo che la Regione Lazio avrebbe, per l'ennesima volta da alcuni anni a questa parte, posto i bastoni tra le ruote della Fondazione Roma, intenzionata a dotare la città di Latina di un Centro di Alta Diagnostica che la renderebbe, quasi certamente, l'unica in Italia a possederne uno di tale livello qualitativo. Sarebbe l'ennesimo schiaffo non solo alla nostra città ma all'intera provincia di Latina ed ai suoi cittadini, i quali sarebbero ancora una volta costretti ad essere sudditi di una capitale (e del suo apparato di potere, talvolta non proprio trasparente) sempre vogliosa di accentrare su di sé ogni possibile occasione di sviluppo e di arricchimento. Ciò, oltre a cozzare contro la conclamata volontà di chi metterebbe i propri quattrini per "regalare" Centro ed apparecchiature di primissimo livello a Latina, peraltro, recherebbe un danno neppure lontanamente immaginabile all'economia pontina ed al suo tentativo di risollevarsi, dopo tanti anni di deindustrializzazione che ha ferocemente dilaniato il tessuto sociale provinciale.  Inoltre, impedirebbe una possibilità concreta di sviluppo anche turistico perché porterebbe il nome di Latina e del suo meraviglioso ed in parte semisconosciuto territorio alla forzata attenzione delle grandi masse turistiche mondiali, se non altro perché verrebbero a sua conoscenza, anche se in maniera indiretta, proprio grazie al realizzando Centro di Alta Diagnostica, peraltro, da quanto viene pubblicato, in fase di quasi ultimazione. E' fuor di dubbio, a parere di questa Associazione, che la volontà regionale, qualora si perfezionasse recherebbe un danno immenso all'immagine ed all'economia pontina. Tuttavia, sempre se le notizie apparse corrispondessero al vero, nel senso che la pec della Direzione Regionale Salute e Politiche Sociali di negare l'autorizzazione ad installare il tomografo di ultima generazione presso il Centro di Alta Diagnostica della Fondazione Roma, fosse giunta al comune di Latina lo scorso 15 maggio, senza alcuna presa di opposizione dell'Amministrazione comunale contro tale atto, il danno che ne riceverebbe la città, ad avviso della scrivente Associazione, sarebbe del tutto paragonabile, se non addirittura più grave nel lungo periodo, a quello arrecato dalla mancata opposizione al Decreto Ingiuntivo relativo alle Terme di Fogliano. Ciò stante, da un lato chiediamo al Sindaco di Latina di esprimere in maniera chiara e netta la propria posizione in merito, dall'altro chiediamo di conoscere se corrisponda al vero che il provvedimento regionale sia effettivamente pervenuto al Comune a metà maggio scorso (per cui, in caso di inerzia, ci aspettiamo le più opportune spiegazioni sul silenzio che ne sarebbe seguito o, in caso contrario, sulle iniziative intraprese), dall'altro ancora auspichiamo un'immediata reazione, qualora non già assunta, che consenta al comune di presentare tempestivamente ricorso agli organi competenti al fine di evitare il compiersi dell'ennesimo sfregio ai danni di Latina e dei suoi cittadini, oltre che della stessa provincia.