Gestione poco limpida dei concorsi e delle gare, proposte modificate senza pareri di regolarità tecnica, ingerenze della parte gestionale sulla parte politica, spostamenti di dirigenti che non firmano atti voluti dalla giunta, nomine discutibili per il Cda della nuova azienda speciale, e su tutto un clima di opacità amministrativa in quella che doveva essere invece la casa di vetro del Comune di Latina. Una interrogazione che pesa come un macigno e stavolta non viene dall'opposizione locale, ma dal vicepresidente del Senato Maurizio Gasparri, un rango politico più alto, segno di una destra che alza il tiro e crea un caso Latina ponendolo all'attenzione del Parlamento. Il senatore di Forza Italia ha depositato in queste ore una interrogazione al Ministro dell'Interno denunciando la situazione del Comune capoluogo, dove "una lista civica presentata alle ultime lezioni amministrative sull'onda emozionale di un rinnovamento caratterizzato da trasparenza, legalità, partecipazione e cambiamento" sta invece contraddicendo tali principi.
Tutte le accuse
Il testo viene motivato sulla scorta delle battaglie dell'opposizione, delle segnalazioni al Prefetto e delle vicende segnalate sulla stampa cominciando dalle dimissioni dell'assessore al personale Antonio Costanzo che - scrive Gasparri - ha parlato espressamente di «tradimento dei valori, di trasparenza, legalità, partecipazione e cambiamento» da parte dell'attuale amministrazione. Ma l'elenco è lungo: si va, riferendosi all'assessore Patrizia Ciccarelli, «dall'evidente incompatibilità per un membro della Giunta il cui coniuge opera nello stesso delicato settore oggetto della sua delega», al dirigente al Suap e trasporti, Aldo Doria «costretto al trasferimento, reo di aver risposto ad un interpello interno per l'incarico sulle sponsorizzazioni che la Giunta Coletta aveva in animo di affidare invece ad una professionalità esterna» e «tale comportamento espone l'amministrazione a conseguenze di esposti da parte dei dipendenti».
Nella parte più consistente dei quesiti di Gasparri si punta sulle procedure e su uffici che sarebbero eterodiretti dalla giunta, subendo ripercussioni con spostamenti e allontanamenti laddove non si «allineano». Nell'interrogazione si fa riferimento infatti «ad una preoccupante prassi di modifica delle proposte di delibera da presentare alla Giunta effettuata dal nuovo segretario generale e responsabile dell'anticorruzione». E ancora «risulterebbe che alcune delibere sarebbero state licenziate dalla Giunta senza la firma del funzionario responsabile e che si è provveduto allo spostamento di ruolo del personale dirigente che si è rifiutato di firmare atti in difformità da quelli pervenuti in Giunta, o peggio che si sono rifiutati di modificare gli atti successivamente all'approvazione da parte della Giunta».