Il gruppo consiliare di Forza Italia in Provincia formato da Vincenzo Carnevale, Gianluca Taddeo e Giovanna Miele interviene nel dibattito sull'alta diagnostica dopo le parole di Maria Grazia Ciolfi e invita l'amministrazione comunale di Latina a fare attenzione alle scelte da intraprendere, soprattutto se non sarà coinvolta l'amministrazione provinciale. Del resto la Provincia ha investito oltre 800 mila euro nel progetto originario e dunque, secondo i consiglieri azzurri, "ha tutto il diritto di chiedere il rispetto degli impegni".

"Apprendiamo dalle parole di Maria Grazia Ciolfi, nella duplice veste di consigliere comunale e provinciale, cosa pensa l' Amministrazione Comunale di Latina sul centro di alta diagnostica e restiamo basiti. Indipendentemente da quale dei due macchinari sia migliore, sarebbe opportuno che il Consiglio Comunale di Latina non assuma decisioni senza sapere prima cosa pensa l' Amministrazione Provinciale. La consigliera Ciolfi ha dimenticato che la Provincia, di cui anche lei è un rappresentante, ha investito 800 mila euro di soldi pubblici nella realizzazione del centro di alta diagnostica. La Provincia ha tutto il diritto di pretendere il rispetto degli accordi originali. I rappresentanti di Forza Italia, già nel Consiglio Comunale di Latina lo scorso agosto hanno espresso la  nostra posizione battendosi per il rispetto degli accordi presi. Comunque per chiarezza torniamo a ribadire la nostra posizione. Noi consiglieri provinciali di Forza Italia chiediamo che sia attuato il progetto originario con il tomografo ibrido Pet/RM. Non mettiamo in dubbio che il macchinario alternativo sia valido, né mettiamo in discussione l'autorevole parere del prof. Grassi. Quello che temiamo è che con un macchinario RM piuttosto che con un ibrido si crei un doppione rispetto ad altre strutture già presenti sul territorio. Il macchinario ibrido Pet/RM permetterebbe a Latina di avere qualcosa di nuovo ed originale, di essere veramente un centro di eccellenza e non solo un laboratorio di radiologia. Questo è quello che prevede l'accordo originale stipulato da Fondazione Roma, Provincia e Comune di Latina. Questo è il protocollo che deve essere rispettato".