«Il MoVimento 5 Stelle, per i valori che lo hanno fondato, dovrebbe oggi assumersi la responsabilità di premiare quelle persone e quelle buone pratiche che hanno portato benessere nelle nostre comunità, piuttosto che attivare incomprensibili avvicendamenti». Sono queste le parole, dure ma profondamente rispettose delle regole, che il sindaco di Pomezia Fabio Fucci ha pronunciato dopo l'ufficializzazione del futuro candidato sindaco pentastellato per le Amministrative del 2018 (Adriano Zuccalà, ndr) con una sua conseguente "messa da parte" vista la regola interna al MoVimento che prevede solo due mandati elettivi per ogni attivista.
«Dopo l'ottimo lavoro fatto in questi anni dall'amministrazione che ho l'onore e l'onere di guidare - ha specificato Fucci in una breve nota - penso fortemente che a Pomezia serva una vera continuità per completare il lavoro iniziato in questi anni e non disperdere la qualità delle azioni messe in campo per cambiare volto alla città. Sono gli stessi cittadini a chiederlo. Eppure - ecco l'affondo del sindaco - la regola interna dei due mandati del MoVimento 5 Stelle impedisce a chi ha acquisito esperienza, competenze e strategie vincenti di continuare ad amministrare e a farlo bene, andando contro l'interesse della comunità intera. È una regola da superare, come ho già avuto modo di dichiarare, ed è una questione delicata che alimenta il dibattito anche all'interno dello stesso MoVimento e su cui credo sia necessario attendere ulteriori sviluppi».
Non è tutto: «Cosa dovremmo dire ai cittadini? Che il modello Pomezia, costruito su persone e idee con tanto lavoro e sacrificio, deve essere superato nel nome di una rigida burocrazia interna? Che il mio primo mandato (un anno e mezzo da consigliere comunale) deve essere contato come un mandato completo di 5 anni? Non è questo che interessa ai cittadini, bensì che Pomezia continui a percorrere la strada imboccata in questi anni».
Chiaramente, non manca un messaggio per il presidente del Consiglio, designato come candidato sindaco: «Ad Adriano - ha concluso - faccio un grande in bocca al lupo. Il mio non è assolutamente un giudizio sulla persona, ma esclusivamente sulla metodologia delle scelte».