«Quella di ieri, 11 gennaio 2018, è stata una ennesima giornata di mala amministrazione del governo della città di Ardea. A seguito della irresponsabile sospensione del servizio di Assistenza educativa e culturale in favore degli alunni con disabilità, genitori e associazioni del settore hanno manifestato la loro rabbia e contrarietà con una partecipata e pacifica dimostrazione di piazza. La cosa che è risultata assolutamente inaudita, sia dal punto di vista politico che solidale, è stata la circostanza che nessuno degli amministratori, dal sindaco ai consiglieri di maggioranza, ha sentito il dovere di confrontarsi con i cittadini, lasciando nel più completo abbandono la casa municipale, dove nel frattempo i genitori si erano portati nella speranza di avere un confronto, mostrando cosi spregio e cinismo verso il dramma che molte famiglie di Ardea stanno vivendo».

Con queste parole, l'intera opposizione consiliare di Ardea ha deciso di criticare l'atteggiamento della maggioranza a Cinque Stelle nei confronti del problema legato alla sospensione del prezioso servizio dedicato ai diversamente abili.

«Se a quanto detto si aggiungono poi i risultati dei lavori tenuti nella mattinata dalla commissione di Controllo e Vigilanza, nel corso dei quali in maniera definitiva si è posta la parola fine al farneticante 'balletto degli ettari' del Compendio delle Salzare e altrettanto in modo permanente è stata dimostrata l'incapacità tecnica e politica della attuale amministrazione di gestire oltre la cosa pubblica - conclude la nota -, c'è n'è in abbondanza per il sindaco per trarne le inevitabili e ai più desiderabili conseguenze: rimettere nelle mani dei cittadini il futuro di Ardea».

Intanto, nelle scorse ore, è arrivata anche la protesta di CasaPound Italia, con tanto di striscioni appesi in via Laurentina, vicino alle scuole della zona.

«Si è svolta nella giornata di ieri la manifestazione organizzata dai genitori con figli disabili alunni delle scuole a gestione comunale. Il sit-in ha visto la partecipazione di oltre duecento persone che hanno affiancato le mamme incatenate davanti al palazzo municipale per protestare contro il sindaco Savarese, colpevole - si legge in una nota - di non mettere a disposizione i fondi necessari al sostegno scolastico dei bambini affetti da disabilità. Gli alunni, infatti, una volta raggiunte le strutture, non ricevono il legittimo e indispensabile supporto a causa della mancanza dei fondi economici necessari al pagamento del personale».

Ed ecco le prime dichiarazioni dei sostenitori locali del movimento politico: «La situazione è drammatica - spiegano Marco Boni, Maurizio Pellegrino, Rosy Mastracci e Orazio Giuliani - e ci siamo visti costretti a forzare la mano piazzandoci nell'ufficio del sindaco Savarese. In più, le dimissioni dell'assessore ai Servizi sociali Maracchioni sono la dimostrazione che questa amministrazione non è coesa attorno a un sindaco che non è neanche più in grado di navigare a vista. Quella di oggi sarà una data cruciale per i destini di Ardea e di certo non resteremo a guardare la nave che affonda. Oggi - conclude la nota -  il sindaco incontrerà una delegazione di genitori ma sappiamo già cosa dirà: che i fondi non ci sono ma la realtà è che non sanno dove mettere le mani perché non hanno né la competenza per amministrare, né il buonsenso di riconoscerlo. Allora la soluzione per il bene di Ardea gliela indichiamo noi: dimettetevi e restituite la città ai cittadini».