Amareggiata e delusa, ma anche contenta dell'inaspettata vicinanza dimostratale dai cittadini di Itri in un momento difficile, anche dal punto di vista umano.
L'oramai ex assessore e vicesindaco Paola Soscia è un fiume in piena nel ripercorrere le tappe della vicenda che ha portato poi all'azzeramento della Giunta da parte del sindaco Fargiorgio.


Come ha preso la scelta del sindaco di non riconfermarla?

Sono amareggiata.
Penso di aver lavorato in questi mesi, se bene o male non sta a me giudicarlo.
Ma non l'ho presa bene e ancora non ho digerito il provvedimento.
Cosa è successo realmente? Un reset generale era nell'aria già da mesi…

A settembre è scaduta la convenzione con la Pro Loco e ho chiesto un bando pubblico da cui, è bene precisarlo, la stessa Pro Loco ovviamente non sarebbe stata esclusa a priori.
Il sindaco inizialmente si era detto favorevole, ma la proposta è stata poi bocciata dalla maggioranza.
Il progetto non è piaciuto, ma non mi è mai stato detto perché.
Mi è stato solo detto che i partiti non erano contenti.
Dopo la presentazione del bando sono stata messa da parte.
Sono stata convocata e mi è stato detto che non c'erano più le condizioni per confermarmi come assessore alla Cultura e vicesindaco.
Con chi si è consumato lo scontro, se così lo si può definire?

Principalmente con il cosiddetto partito del sindaco, in cui ci sono due ex attivisti della Pro Loco.
Con Forza Italia c'è stata sempre buona comunicazione e anche l'opposizione era d'accordo con il bando.
Con il sindaco non ci sono stati attriti, ma con la Pro Loco sì.
Ci sono delle ingerenze.
E adesso?

Non farò colpi di testa, nessun passaggio in minoranza.
Ma pretendo spiegazioni e le ho chieste.
Continuo a rimanerci male, ma resto me stessa.
Se il sindaco volesse darle la delega alla Cultura come semplice consigliere?

Devo valutare.
Io all'epoca sono stata chiamata come "tecnico", per così dire, con un progetto ben chiaro.
Sarei stata l'assessore alla Cultura qualora avessimo vinto le elezioni e non era mai stata data una scadenza.
Ad oggi, per risponderle, non saprei dire.
Ma per ora è più un "no".
Cosa la amareggia in questa vicenda?

Sono rimasta sola.
Nessun consigliere di maggioranza, tranne Di Biase, ha ritenuto opportuno dire alcunché.
Soltanto la minoranza ha difeso la mia posizione.
Ma continuo a sperare che arrivino delle risposte.