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Venerdì 02 Dicembre 2016

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Il Comune di Pontinia
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Imposta sulla pubblicità, la vicenda finisce alla Corte dei Conti

Pontinia

È finita anche sulla scrivania dei magistrati contabili la battaglia legale tra il Comune di Pontinia e la società Gestione Servizi Pubblici srl (Gsp srl), incaricata negli anni passati della gestione dell’imposta comunale sulla pubblicità e dei diritti sulle pubbliche affissioni.
Il braccio di ferro va avanti ormai da anni, con il Comune che già nel 2014 aveva presentato anche una denuncia-querela per indebita appropriazione nei confronti del legale rappresentante della società. Il problema sta nel fatto che la società, poi fallita come comunicato all’ente municipale dall’avvocato del Comune nell’ottobre del 2015, non avrebbe provveduto a riversare all’ente locale le somme incassate dallo svolgimento di tale servizio per l’esercizio 2013 e fino ad avvenuta riconsegna degli impianti. La cifra non è particolarmente ingente, visto che parliamo di qualche decina di migliaia di euro, ma si tratta di soldi che il Comune di Pontinia aveva comunque preventivato nel proprio bilancio e che ora, rappresentando un credito esigibile, vuole cercare di riscuotere per poi evidentemente spendere di nuovo per servizi di pubblica utilità.
Per questo motivo, tra le altre cose, l’ente locale a ottobre dello scorso anno ha dato mandato al proprio legale, a seguito della comunicazione del fallimento della Gsp srl, avvenuta il 19 ottobre 2015, di effettuare le procedure necessarie per l’insinuazione allo stato passivo. Nel frattempo, su istanza del Comune di Pontinia, sotto la gestione amministrativa dell’ex sindaco Eligio Tombolillo, assistito dall’avvocato Adriano Rocco, si è aperta la procedura anche innanzi alla Corte dei Conti, con l’udienza collegiale (presidente Ivan De Musso) che è stata fissata per febbraio del prossimo anno. Oggetto della citazione è il mancato riversamento dell’imposta comunale sulle pubblicità e sui diritti relativi alle pubbliche affissioni, con i magistrati contabili chiamati a pronunciarsi sull’eventuale danno erariale causato alle casse dell’ente locale. Una grana, insomma, che dovrà passare sotto il giudizio dei magistrati contabili.

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