È iniziata la stagione delle piogge e l’Area archeologica di Mezzagosto, che dovrebbe - o avrebbe dovuto essere, nelle intenzioni degli amministratori degli ultimi trent’anni - uno dei punti focali di un itinerario turistico capace di rilanciare la città di Priverno, anche a livello economico, è di nuovo sott’acqua. Certo, della pioggia non si può accusare nessuno, ma del continuo traccheggiare dei lavori di scavo e di sistemazione del sito dove era ubicata la Privernum romana, qualche responsabilità qualcuno dovrà pur averla. In ogni caso, negli ultimi anni sulla vicenda di Mezzagosto si è andati avanti con un tira e molla tra amministratori e ditta incaricata dei lavori, che ha portato all’apertura di contenziosi, che non hanno certo agevolato l’ultimazione dei lavori.

Anzi, in ogni caso, in una delibera del primo settembre - secondo il responsabile del gruppo “Salviamo l’Area archeologica”, Federico D’Arcangeli - tra Comune di Priverno e ditta incaricata veniva fissata al 31 ottobre l’ultimazione dei lavori. Ma così non è stato. E le condizioni del sito archeologico sono di nuovo peggiorate a seguito delle precipitazioni atmosferiche. Possibile - si chiede D’Arcangeli - che non si sia riusciti nemmeno ad «attaccare le pompe per svuotare le domus, pare per mancanza di energia elettrica?» Eppure, quello dell’acqua piovana è un problema conosciuto da tempo. Insomma, se non si risolve il problema del prosciugamento, conclude D’Arcangeli, si rischia di rovinare anche il lavoro già fatto.