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Lunedì 05 Dicembre 2016

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Area archeologica di Privernum,  riprendono i lavori
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Area archeologica di Privernum,
riprendono i lavori

Priverno

Area archeologica Privernum, un’altra incompiuta nel panorama delle grandi opere. Ora, però, sembra che si sia giunti ad una svolta. Il commissario straordinario, Andrea Polichetti, poco più di un mese fa, con la delibera n. 62, ha approvato la perizia di variante senza aumento di spesa, redatta dal direttore dei lavori David Troccoli. E, a quanto è dato sapere, i lavori nell’Area riprenderanno nella prima settimana di novembre. Una buona notizia, dunque.

Che, tuttavia, genera qualche perplessità in chi la storia degli scavi archeologici ha seguito con attenzione negli ultimi due decenni. Federico D’Arcangeli ci ha rilasciato in proposito alcune dichiarazioni: «La notizia, attesa almeno da due anni, è l'approvazione della perizia di variante del progetto di scavo a Privernum». Il che significa che «c'è un progetto e ci sono disponibili 500 mila euro per tornare a scavare a Mezzagosto e riconsegnare almeno parte di quell'area alla fruizione dei cittadini».

Questo almeno è quel che appare, perché a guardare con più attenzione ci sono alcune questioni che, secondo D’Arcangeli, meritano di essere chiarite al più presto. La prima è sulle risorse disponibili. «È vero o no che dal primo intervento sono rimasti circa 400 mila euro?Questi soldi ci sono, sono ancora disponibili o era solo una favola?». E poi: la variante approvata appare «in larga parte un progetto “aperto”, un work in progress, un inventario di tutte le cose da fare, in gran parte senza la specificazione dei costi relativi. Si ricomincia a scavare e poi si vedrà strada facendo, appunto in progress».

Scelta forse obbligata, visto che due anni fa, al momento della riconsegna del cantiere da parte della ditta che stava eseguendo i lavori probabilmente «non si è fatta una ricognizione rigorosa su quale fosse lo stato reale degli scavi in quel momento, così che oggi non si è in grado di sapere cosa si troverà sotto l'acquitrino, o lo strato di fango o tra le radici di una selva di alberi».E poi,la questione del risanamento idraulico dell'Area: «Si insiste a scavare il fognone e si mettono in conto due pompe per le acque di raccolta, ma le acque di profondità come si tengono sotto controllo?».

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