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Sabato 03 Dicembre 2016

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Fontana dei Delfini presenta crepe in parti della struttura
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Degrado in centro
I cittadini insorgono

Priverno

Il centro storico, di solito, rappresenta il fiore all’occhiello di una città dalle chiare origini medievali. Umbria, Toscana ed altre regioni italiane insegnano. Ma anche molti piccoli paesi della nostra provincia: Sermoneta in testa. E Roccagorga, Prossedi, Maenza e Priverno hanno davvero poco da invidiare. La differenza sta tutta nella manutenzione e nella cura che si ha dei propri gioielli. E, se ben tenuto e reso vivibile, il centro storico diventa una vera e propria cartolina. Un autentico fiore all’occhiello da offrire al visitatore. Ed allora soffermiamoci su Priverno, una volta Metropolis Volscorum. Oggi Città d’Arte. 

Da un cittadino abbiamo ricevuto alcune foto, che testimoniano le condizioni in cui versa una strada del centro storico. E, ahimé, non è la sola. Noi stessi abbiamo immortalato la splendida Fontana dei Delfini di Piazza Giovanni XXIII, che, in almeno tre punti evidenzia crepe in alcune parti della scultura che non promettono assolutamente niente di buono per il futuro. Partiamo da Via Coriolano. Una stradina breve, con pavimentazione a selci, che congiunge la centralissima Via Consolare con Via Federico Zaccaleoni, sede dell’omonimo palazzo. Il degrado regna sovrano. Dall’inizio alla fine. Non solo, ma addirittura il transito, per quelle poche persone anziane che ancora vi abitano e per chi, malauguratamente, sceglie di passarvi per fare una sorta di scorciatoia per salire verso Santa Chiara è pericoloso.

Selci divelti in gran quantità, erbacce che fanno bella mostra di sé e grondaie o pezzi di cornicioni, ormai abbandonati, che rischiano di cadere. Senza che nessuno si preoccupi di porvi mano. Il palazzo che ci è stato segnalato è in Via Coriolano e fa angolo con via Federico Zaccaleoni. Il tetto, dal lato di Via Zaccaleoni, è in verità messo molto, ma molto peggio. L'unica fortuna – ci si passi l’eufemismo - è costituita dal fatto che, essendoci nel piano sottostante, un balcone, le tegole cadono su di esso, altrimenti staremmo qui a parlare di più di qualche passante ferito. Per ora ci fermiamo qui, ma prendiamo l’impegno di segnalare altre situazioni che, è bene precisarlo, non sono emerse in questi primi otto mesi di gestione commissariale.

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