Il giornale di oggi

abbonati

sfoglia

Sabato 10 Dicembre 2016

.




Consiglio Comunale Sabaudia

Il Consiglio Comunale di Sabaudia

0

Sfiducia, guerra aperta tra FdI e Lucci

Sabaudia

Duro botta e risposta tra l'ex assessore Marilena Gelardi e l'ex primo cittadino

«Con la sfiducia di mercoledì sera nei confronti del sindaco Maurizio Lucci speriamo davvero che si chiuda un’epoca e che si cambi modo di fare politica. Questo è il nostro obiettivo». A parlare è l’oramai ex assessore alla Cultura Marilena Gelardi, in quota al partito di Fratelli d’Italia, i cui consiglieri sono stati tra i firmatari della mozione di sfiducia assieme all’opposizione. L’operato di Gelardi (che essendosi dimessa era presente in aula tra il pubblico e pertanto non poteva rispondere) è stato preso di mira nel corso dell’assise civica dall’ex consigliere comunale Piero Giuliani, specie per quanto riguarda le spese. «Sui costi - spiega Gelardi - sono stati dati numeri a caso. Mi è stato fatto un processo da tribunale dell’Inquisizione pur sapendo che io non potevo rispondere e questa è una cosa estremamente scorretta. Il sindaco e la sua maggioranza hanno cambiato più volte versione dei fatti addebitando la sfiducia a chissà quali motivi. Prima hanno parlato di Urbanistica, poi del fatto che volevamo poltrone. La realtà è un’altra e cioè che il sindaco Maurizio Lucci non è stato capace: ne prendesse atto. Per quanto mi riguarda ho lavorato per il bene della città e ora Sabaudia sarà portata anche a New York in un convegno sulle città di fondazione e questo è stato possibile grazie all’Osservatorio Geopolitico che ha ospitato due convegni internazionali. L’unico che ha avuto da ridire in merito è stato il consigliere Piero Giuliani». «Oltre a chiedere visibilità per i singoli e il partito - ha dichiarato invece l’ex primo cittadino Maurizio Lucci, sentito ieri telefonicamente - le richieste di FdI le ho illustrate in Consiglio. Gli elettori decideranno il prossimo anno. In queste ore ho ricevuto molte testimonianze d’affetto e vicinanza da parte dei cittadini che non hanno condiviso la mozione di sfiducia, basata su risentimenti personali e con motivazioni più apparenti che reali». Più pacati i toni dell’ex consigliere Giada Gervasi, che ha votato la mozione di sfiducia pur - come ha precisato durante l’assise - non avendola firmata. «La cosa inquietante - ha detto Gervasi durante il suo discorso - è che sono emersi dei fatti gravi dagli interventi fatti dai consiglieri questa sera. Dove era, mi chiedo, il bene di Sabaudia in questi tre anni? Il 14 febbraio avevo chiesto di dimetterci e ora apprendo che i problemi iniziano già nel 2014. Perché allora procrastinare?». «Se mi si chiedesse se l'aver votato a favore della mozione di sfiducia sia un atto che ho fatto con la consapevolezza che fosse la soluzione migliore per la città - ha commentato Amedeo Bianchi - direi di sì. Il motivo è da ricercare tutto nelle parole con le quali il presidente del Consiglio comunale ha preso commiato dal suo ruolo prima di non partecipare al voto e completamente condivisibili: "Pur avendo fatto il sindaco, non ho mai vissuto il clima di tensione e sofferenza che si vive in questa città. È necessario rasserenare gli animi". Sia chiaro, chi ha portato tensione e sofferenza in città non è certo "Viva Sabaudia Viva" né il Pd; chi lo ha fatto è ora che lasci il posto ad altri, sperando che anche le ambiguità e gli scambi sottobanco finiscano con questa legislatura».

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400