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Sabato 03 Dicembre 2016

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Avvocati non pagati, debito milionario
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Variante di Molella, appello al commissario per una storia dimenticata

Sabaudia

Variante di Moella, ora i nodi vengono al pettine. A scrivere, questa volta al commissario straordinario Antonio Quarto è il portavoce del comitato Molella Mezzomonte Palazzo, Enzo Cestra dopo avere scoperto che se sulla variante ancora dalla Regione non arrivano risposte concrete dipende da presunte omissioni o comunque dimenticanze che un'intera zona sta pagando. Il portavoce interviene a seguito della nomina da parte della Regione Lazio di un commissario ad acta per una pratica inevasa da sei anni dal Comune di San Felice Circeo che riguarderebbe un permesso a costruire avanzato nel 2010 attivando l’esercizio dei poteri sostitutivi per la nomina del commissario ad acta ,incarico  i cui costi saranno pagati dal Comune di San Felice Circeo. "Per quanto riguarda la Variante Speciale  - commenta Cestra - ai sensi della Legge R.L.28/80 realizzati dal Comune di Sabaudia nelle Frazioni di Molella e Mezzomonte gli atti giacciono nei cassetti dell’Assessorato Regionale Lazio, anche con il parere favorevole dell’Ente Parco Nazionale del Circo da svariati anni sicuramente più di ( Sei ), che fine hanno fatto ? Nei cassetti dell’ufficio urbanistica del Comune di Sabaudia giacciono centinaia di pratiche inevase che farebbero incassare gli oneri per i condoni edilizi e il danno ambientale sulle abitazioni costruite all’interno di detti piani, per svariate migliaia di euro. La non chiusura dell’iter autorizzativo da parte dell’ufficio competente della Regione Lazio sta creando un danno erariale alle casse Comunali. Chi deve mettere in mora la Regione Lazio per non aver portato a termine l’iter di pianificazione urbanistica?  Signor Commissario,noi rappresentanti del Comitato sono anni che lottiamo contro i mulini al vento,i nostri concittadini sono stanchi di aspettare. Molella e Mezzomonte sono nate prima di Sabaudia,tutti i politici negli anni trascorsi durante le elezioni hanno sempre  promesso che ci avrebbero messi a posto, passate le elezioni torna tutto come prima. Nel nostro comprensorio vivono centinaia di famiglie serie, con i loro figli coltivano la terra . Dalle Istituzioni dello Stato sono state messe in un angolo senza alcuna possibilità di parlare per salvaguardare i propri diritti. Confidiamo molto nella Sua persona affinché possa ottenere dalla Regione Lazio l’approvazione definitiva delle nostre varianti già pagate con soldi pubblici per centinaia di milioni di vecchie lire". 

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