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Giovedì 08 Dicembre 2016

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Hotel ex Aragosta, il curatore fallimentare impugna gli atti del Comune
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Hotel ex Aragosta, il curatore fallimentare impugna gli atti del Comune

Sabaudia

Saranno i giudici del tribunale amministrativo di Latina a decidere sull’acquisizione di diritto da parte del Comune di Sabaudia di alcune delle strutture dell’ex hotel “Aragosta”, oggetto di un’ordinanza di demolizione non rispettata. La curatela fallimentare della società “Lake & Sea srl”, infatti, ha notificato a fine maggio il ricorso al Tar con cui ha impugnato l’atto amministrativo del settore Urbanistica dell’ente con il quale è stata disposta l’acquisizione al patrimonio comunale di parte del compendio immobiliare. Si tratta di una determinazione, la 8, risalente al 9 marzo 2015, ma la vicenda ha origini ben più lontane. Il rapporto informativo della polizia locale, infatti, è datato 26 febbraio 2003. In quell’occasione i vigili urbani segnalarono una serie di irregolarità edilizie sulla parte retrostante del fabbricato, per le quali a maggio dello stesso anno fu emessa un’ordinanza di demolizione che, seppur regolarmente notificata, non fu mai eseguita. Nel 2007 arrivò la sentenza, divenuta irrevocabile, della Corte d’Appello di Roma e successivamente, dopo quattro anni, fu registrata l’inottemperanza alla demolizione. Ma la vicenda non finì lì. La società che acquistò la struttura alberghiera ottenne l’autorizzazione a procedere a proprie cure e spese alla demolizione delle opere abusive, ma nonostante la disponibilità dell’ufficio tecnico di Sabaudia all’assistenza degli abbattimenti alla fine ciò non avvenne. Alla luce di un’ordinanza del Tar del 2012 con cui si respingeva la domanda cautelare di sospensiva relativa al verbale di constatazione dell’inottemperanza all’ordinanza di demolizione, a marzo dello scorso anno l’ufficio Urbanistica del Comune di Sabaudia ha provveduto dichiarare l’acquisizione al patrimonio comunale del compendio immobiliare richiamato nel verbale di accertamento. Avverso tale provvedimento la curatela fallimentare ha promosso ricorso al Tar chiedendone l’annullamento previa sospensiva e nei giorni scorsi il Comune si è costituito in giudizio. Ora la parola, dunque, spetta ai giudici amministrativi.

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