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Martedì 06 Dicembre 2016

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Elezioni, si scaldano i motori

Sabaudia

Il Pd al lavoro sul programma; Cambia Sabaudia stringe un patto con Noi con Salvini

Tra meno di un anno il Comune di Sabaudia, oggi commissariato a seguito della sfiducia votata il 4 maggio nei confronti di Maurizio Lucci, avrà un nuovo sindaco. Partiti e movimenti civici stanno già scaldando i motori, ma soltanto alcuni hanno iniziato a mostrare le carte. Tra questi, il Partito Democratico, il gruppo di recente formazione di Noi con Salvini e l’associazione Cambia Sabaudia.
Il Pd già al lavoro
Il Partito Democratico di Sabaudia è già al lavoro sul programma, almeno per quanto riguarda dei macro-argomenti su cui andarsi poi a confrontare con le altre forze politiche e civiche. La prima delle tematiche che è stata affrontata dalla delegazione del Pd di Sabaudia con Zingaretti riguarda il lago di Paola. L’obiettivo - scrive in una nota il segretario Pietro Piroli - è quello di «porre fine al conflitto tra pubblico e privato in applicazione delle leggi nazionali e regionali vigenti». Tra le altre tematiche, la tutela della costa e la lotta all’erosione, il contrasto del progetto di ampliamento del porto di Anzio, nonché la «presa in carico delle condizioni strutturali e organizzative del Parco», ritenute «del tutto inadeguate a far fronte all’applicazione della nuova normativa del silenzio-assenso». Infine le problematiche di Molella, ponte Giovanni XXIII e dell’hotel in piazza, ormai abbandonato anche a causa di un contenzioso decennale.
L’impegno di Cambia Sabaudia
Intanto Cambia Sabaudia e il neo coordinatore di Sabaudia di Noi con Salvini Massimiliano Santini hanno siglato un accordo pre-elettorale. In questo caso la parola d’ordine è discontinuità rispetto alle precedenti amministrazioni, responsabili - a loro dire - della situazione di «declino e degrado» che sta coinvolgendo Sabaudia da 15 anni. Tra le problematiche «annose e storiche» che la coalizione si prefigge di affrontare, il lago di Paola, la programmazione urbanistica della città, del lungomare e del litorale, i rapporti col Parco nazionale del Circeo, i problemi di Molella e Mezzomonte, nonché la «carenza di servizi sociali, sanitari, scolastici e di impianti sportivi adeguati». Non solo. Si parla anche di un’assenza di gestione in merito alla presenza «di un numero impressionante di immigrati», nonché della «mancata valorizzazione delle eccellenze presenti sul territorio». L’obiettivo principale, però, è quello di creare una discontinuità con una classe politica che è definita «casta» o «cerchio magico». Una coalizione di governo alternativa, insomma, alla quale - fanno sapere Piccotti e Fantini - potranno aderire tutte le forze politiche, le associazioni e i singoli cittadini, al di là della loro ideologia.

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