Il giornale di oggi

abbonati

sfoglia

Sabato 10 Dicembre 2016

.




Tribunale Latina
0

Estorsione a un impreditore: arrestati messi ai domiciliari

Sabaudia-Pontinia

Sono stati ascoltati ieri dal gip del Tribunale di Latina Pierpaolo Bortone i due trentenni di rapina accusati di aver prelevato con la forza da un bar un imprenditore di Sabaudia per ottenere il pagamento di alcuni lavori non saldati, arrivando poi a picchiarlo e a prendergli l’automobile. Nel corso dell’udienza, i due uomini di Pontinia (T.G. 33 anni e D.G.S. 32 anni, entrambi incensurati) hanno raccontato la propria versione dei fatti. E alla fine le accuse nei loro confronti sono state ridimensionate. È infatti caduta la contestazione del sequestro di persona e della rapina e gli indagati, assistiti dagli avvocati Alessandro Paletta e Flaviana Coladarci, dovranno rispondere ora dei reati di estorsione e lesione nei confronti di N.B., imprenditore di Sabaudia.
La questione, si diceva, è legata a un credito vantato da uno dei due indagati nei confronti dell’uomo. Una cifra che complessivamente non ammonta a 5mila euro, bensì a 400 euro. Secondo quanto ricostruito dall’accusa, gli indagati si sarebbero recati all’interno di un bar e qui avrebbero raggiunto l’imprenditore chiedendogli il pagamento delle somme dovute. Dopodiché l’uomo sarebbe stato trascinato con forza nell’auto e portato presso l’abitazione, dove poi - davanti alla moglie - è nata la colluttazione. Infine, i due indagati si sono allontanati con l’auto della vittima, salvo poi essere rintracciati dai militari dell’Arma di Sabaudia che mercoledì sera li hanno tratti in arresto presso un bar in cui si erano recati per bere una birra.
Ieri l’udienza di convalida, in cui i 30enni, assistiti dai propri legali, hanno fornito la loro versione dei fatti. I due hanno ribadito di vantare un credito nei confronti dell’imprenditore, confermando di avergli chiesto del denaro, ma senza trascinarlo con la forza in auto. Una volta in casa dell’imprenditore, toni si sarebbero accesi quando N.B. (le iniziali della vittima) avrebbe respinto le loro richieste. Poi l’inizio di una colluttazione, a seguito della quale all’imprenditore sono state diagnosticate lesioni superficiali giudicate guaribili in cinque giorni. Come “pegno” per il credito vantato, T.G. e D.G.S. hanno dunque preso l’auto della vittima, che poi è stata riconsegnata dai militari dell’Arma al legittimo proprietario.
Nel tardo pomeriggio di ieri è arrivata la pronuncia del gip, che ha riformulato l’accusa nei confronti dei due. Per quanto riguarda la misura cautelare, è stata disposta quella degli arresti domiciliari. Ora i difensori degli indagati, gli avvocati Paletta e Coladarci, valuteranno un eventuale ricorso al Riesame.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400