Assumere personale, coprire i "buchi", garantire al personale medico e infermieristico turni e condizioni di lavoro adeguati. Questa volta non è una semplice richiesta ma un ultimatum. A lanciarlo è il segretario generale di Uil Fpl di Latina, Giancarlo Ferrara, in una lettera durissima indirizzata al presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti e alla direzione della Asl di Latina, guidata dal commissario Giorgio Casati. Insomma a chi, da tempo, deve provvedere a fronteggiare l'emergenza che ormai in modo cronico colpisce il "Fiorini" e il "San Giovanni di Dio".

Sabato era stato il comitato pro ospedale di Terracina ad alzare la voce, denunciando la difficoltà nel portare avanti determinati servizi a causa, tra l'altro, della carenza di anestesisti. Intanto a Fondi la notizia che il manager Asl è pronto a presentare alla Regione le proposte per potenziare l'ospedale ha aperto uno spiraglio. Ora a scatenare la protesta di Uil è la condizione di «grave disagio organizzativo» registrato nel presidio ospedaliero centro Terracina-Fondi. Situazione di per sé grave ma che risulta ulteriormente difficile in vista della stagione estiva, caratterizzata dall'aumento di utenti per l'afflusso di turisti sul litorale. Ferrara non usa mezzi termini. Si parla di un «collasso assistenziale dei servizi sanitari poiché gli stessi non rispettano i requisiti minimi per le figure di medici, infermieri, tecnici e operatori sanitari». Nell'esprimere una «profonda preoccupazione», il sindacato parla di un «grave stato di pericolosità per la sicurezza dei lavoratori e di conseguenza per l'utenza».

Il nocciolo della questione sta tutto nel personale carente. L'Asl ha difficoltà ad assumere, criticità che si traduce in reparti in cui opera personale con organico ridotto ai minimi termini e con l'incremento di probabilità di errori nelle prestazioni sui pazienti. Cala il personale, aumenta il risk-management: è un'equazione a cui non si sfugge. Si va avanti così da troppo tempo, insiste Ferrara, e questo «non è accettabile». Così come «è incomprensibile l'ostinato silenzio nonostante le puntuali e continue sollecitazioni». 

Adesso però non si faranno sconti. La Uil Fpl promette azioni eclatanti e preannuncia fin da ora lo stato di agitazione sindacale. «Se il primo giugno non saranno rispettati i requisiti minimi saranno attivate inflessibili forme di protesta, fino a garantire solo ed esclusivamente i servizi di urgenza ed emergenza».