Il personale non c'è, le assunzioni sono impantanate nelle sabbie mobili della burocrazia e il problema si risolve con un affidamento "esterno" per fronteggiare l'emergenza. Va così, con aziende che mettono a disposizione personale qualificato a svolgere le mansioni di anestesia e rianimazione perché l'alternativa sarebbe un'ipotetica «sospensione delle attività ospedaliere nell'ambito dei servizi di ginecologia, pediatria, medicina interna e pronto soccorso con gravi interruzioni di pubblico servizio per l'utenza». È riportato nero su bianco sulla deliberazione del commissario straordinario della Asl Giorgio Casati del 9 maggio scorso. L'atto dà il via libera all'indizione di una procedura negoziata urgente sottosoglia per l'affidamento di tre mesi del servizio di anestesia e rianimazione all'ospedale "San Giovanni di Dio". Per farla breve, la Asl non riesce ad assumere con procedure ordinarie e chiama in soccorso i privati. Che puntualmente si presentano mettendo a disposizione personale specializzato: in tre fra Srl e coop sociali si sono fatti avanti.

Il provvedimento prende le mosse da una situazione che la direzione generale della Asl, in una nota inoltrata alla Regione Lazio lo scorso aprile, ha definito «gravissima». Il problema scaturisce dalla «difficoltà oggettiva nell'assunzione». Né è servito che la Regione da tempo ormai abbia autorizzato la Asl di Latina a procedere al reclutamento di undici medici di anestesia e rianimazione a tempo indeterminato. «I tentativi esperiti si sono rivelati infruttuosi» mentre le procedure di legge per l'assunzione attraverso scorrimento di graduatorie, avviso di mobilità e concorsi sono tuttora in atto. Insomma, siamo ai soliti tempi biblici della burocrazia. Ma le stagioni non attendono e l'estate è ormai alle porte: ci sono ferie del personale, emergenze in aumento per via dei flussi turistici e una pezza da mettere all'ennesima falla della sanità pontina. Perché il problema sta tutto lì, nella perdita continua di personale senza che si fosse proceduto a un turn over. Basta un dato: negli ultimi due anni all'Asl di Latina hanno cessato il servizio 15 medici anestesisti e rianimatori a tempo indeterminato, 9 a tempo determinato e nel corso dell'anno si sfileranno altre 7 unità. Gli effetti si fanno sentire anche a Terracina, dove dall'inizio di maggio si è registrato un rallentamento negli interventi chirurgici. Una débacle.

Come se ne esce? La Asl ha pubblicato un avviso lo scorso aprile al quale hanno risposto attraverso una manifestazione d'interesse con richiesta d'invito tre operatori. L'Azienda ha indetto adesso una procedura urgente per affidare il servizio per tre mesi, invitando società e coop che hanno risposto all'avviso a formulare un'offerta economica sulla base del capitolato speciale redatto. La spesa per la Asl è di 39mila euro Iva esclusa. Le casse ci rimettono? Nella delibera del commissario si parla di un pareggio. «Il maggior costo da registrarsi sul conto dedicato alle altre collaborazioni e prestazioni - si legge - risulta compensato dal minor costo da registrarsi sui competenti conti del personale sanitario a rapporto di lavoro dipendente». Il capitolato prevede prestazioni sanitarie per 48 ore settimanali suddivise in 2-3 sedute settimanali da 6 ore giornaliere, per tre mesi a partire dal primo giugno. I servizi dovranno essere espletati prevalentemente nei giorni festivi e prefestivi da almeno due medici. Non sono previsti rinnovi del contratto ma la Asl fin da ora si riserva la facoltà di prorogare l'accordo per un altro mese agli stessi prezzi e condizioni.