Pensare di risolvere i problemi dell'organico dell'ospedale di Terracina con l'assunzione di appena tre infermieri è un'assurdità. Quindi o si fa di più in vista dell'estate oppure sarà indetto uno stato d'agitazione. Suona come un ultimatum il messaggio, chiarissimo, che il sindacato Cisl Fp di Latina manda al commissario straordinario della Asl Giorgio Casati. Il segretario Cisl Fp sanità Stefano Mastrobattista e il segretario generale Enza Del Gaudio chiedono risposte immediate. 

Ma come si è arrivati al muro contro muro? Facciamo un passo indietro. Il 16 maggio scorso il sindacato chiede un incontro urgente alla direzione del presidio centro Terracina-Fondi. All'ordine del giorno la questione del personale in vista dell'estate e il sovraffollamento dei presìdi di pronto soccorso. L'incontro avviene più tardi, il 31 maggio, in sede di trattativa decentrata. Tra le questioni sollevate, le nuove assunzioni del personale infermieristico. Al presidio centro - è emerso - vengono assegnate tre unità. Troppo poco, sostiene il sindacato. Eppure, scrive Cisl al commissario Asl, a Terracina l'ospedale sforna numeri da record. «Nell'estate del 2016 nelle località turistiche balneari si è registrato un incremento esponenziale di presenze e per gran parte del territorio l'unico riferimento sanitario è stato il "Fiorini"». Pare ovvio che il personale «debba essere incrementato per fronteggiare un numero ben più alto di prestazioni sanitarie. Dai dati relativi agli anni passati - sostiene il sindacato - possiamo stimare il dato aumentato del 50% in estate».
La soluzione non può che essere il rafforzamento dell'organico, attualmente definito «inadeguato a rispondere al numero di accessi». L'incremento di tre infermieri è «molto al di sotto delle reali necessità».