Il giornale di oggi

abbonati

sfoglia

Giovedì 08 Dicembre 2016

.




Sangue infetto, la Corte d'Appello conferma la condanna del Ministero
0

Sangue infetto, la Corte d'Appello conferma la condanna del Ministero

Sezze

Una donna dovrà essere risarcita con 360mila euro per aver contratto una malattia a causa di una trasfusione

Con una sentenza arrivata oggi, la Corte d'Appello di Roma ha confermato la sentenza con cui il tribunale di Roma aveva condannato nel 2011 il Ministero della Salute a risarcire con 360mila euro una donna trasfusa nel 1975 all'ospedale di Sezze, quando aveva 31 anni.

La causa era iniziata nel 2008 e si era conclusa in primo grado nel 2011 con il riconoscimento del maxi risarcimento poiché il sangue somministrato alla donna venne accertato essere infetto da epatite C.

Il Ministero si era appellato alla prescrizione del diritto al risarcimento, al buon uso del sangue da parte dei sanitari dell'ospedale setino e al consenso della donna alle trasfusioni.

La Corte d'Appello, invece, accogliendo la difese dell'avvocato Renato Mattarelli, ha confermato la decisione del primo grado poiché la donna di Sezze, come molti altri pazienti pontini, non avevano avuto conoscenza del contagio se non dopo decine di anni, visto che l'epatite C è una malattia che si manifesta, spesso senza sintomi, anche dopo 30 anni dal contagio.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400