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Venerdì 09 Dicembre 2016

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Le liste civiche si preparano al dopo Campoli

Il Comune di Sezze

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Le liste civiche si preparano al dopo Campoli

Sezze

Movimenti già al lavoro in vista delle elezioni del 2017

Restano al momento, nella storia della politica setina, le uniche forze in grado di battere il centrosinistra alle amministrative e nel 2017, tra un anno, potrebbero essere una delle poche alternative. Parliamo dei movimenti civici, le liste che a Sezze hanno iniziato a guardarsi intorno in vista delle elezioni che stabiliranno chi dovrà sostituire il sindaco Campoli e l’attuale Consiglio comunale. L’esperienza del 2003 è ancora nella mente di molti, con quel Lidano Zarra (ex socialista e assessore nella giunta Maurizi) che fu messo a capo di un grande movimento di liste civiche (6) organizzato dall’ex presidente della Provincia Paride Martella e si impose sul centrosinistra diventando sindaco. L’unico elemento non calcolato fu il ballottaggio, che costrinse all’accordo con un centrodestra che all’epoca vantava circa il 20% dei consensi e che rese praticamente impossibile governare gestendo le diverse forze in campo.

Da allora sono stati diversi i tentativi di ricorrere alla civica. Nel 2007 Lidano Lucidi ottenne un 4,5% che, purtroppo, non gli consentì di entrare in Consiglio ma fece capire che la strada dell’associazionismo e della società civile - che poi giocano la carta politica - poteva funzionare. Nel 2012, l’anno del plebiscito per Campoli, le due liste civiche che si presentarono (Rosella con gli esuli di Alleanza Nazionale e il cirilianno Alessandro Ferrazzoli) caddero in piedi ottenendo in due circa il 10%; voti, però, che furono tolti a Zarra e al Popolo della Libertà.

A un anno dal voto, con l’incognita del Movimento 5 Stelle che potrebbe attirare chi al momento è escluso dalla vita politica in città - e con le situazioni da chiarire nel centrosinistra (con un dualismo che si accentua giorno dopo giorno) e in quello che rimane del centrodestra -, la pista civica prende sempre più forma. Diverse, alcune nelle scorse settimane, le riunioni tra cittadini, liberi professionisti, ex esponenti politici delusi dalla loro esperienza, realtà associative e membri della società civile, che hanno cominciato a programmare e a cercare un trait d’union per realizzare un programma unico. Fuori dagli schemi classici della politica, pagheranno la mancanza di un partito da un punto di vista organizzativo e di un simbolo che possa attirare gli elettori.

Ma i temi sui quali confrontarsi e, soprattutto, attaccare in campagna elettorale, sono diversi, tra opere incompiute, situazioni ancora da gestire (A&G, Dondi, Acqualatina, depuratore, solo per citarne alcune) e un chiaro distacco dalla politica di molti cittadini. Leve sulle quali poter puntare, ma serviranno unità e idee per la città.

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