Restano al momento, nella storia della politica setina, le uniche forze in grado di battere il centrosinistra alle amministrative e nel 2017, tra un anno, potrebbero essere una delle poche alternative. Parliamo dei movimenti civici, le liste che a Sezze hanno iniziato a guardarsi intorno in vista delle elezioni che stabiliranno chi dovrà sostituire il sindaco Campoli e l’attuale Consiglio comunale. L’esperienza del 2003 è ancora nella mente di molti, con quel Lidano Zarra (ex socialista e assessore nella giunta Maurizi) che fu messo a capo di un grande movimento di liste civiche (6) organizzato dall’ex presidente della Provincia Paride Martella e si impose sul centrosinistra diventando sindaco. L’unico elemento non calcolato fu il ballottaggio, che costrinse all’accordo con un centrodestra che all’epoca vantava circa il 20% dei consensi e che rese praticamente impossibile governare gestendo le diverse forze in campo.

Da allora sono stati diversi i tentativi di ricorrere alla civica. Nel 2007 Lidano Lucidi ottenne un 4,5% che, purtroppo, non gli consentì di entrare in Consiglio ma fece capire che la strada dell’associazionismo e della società civile - che poi giocano la carta politica - poteva funzionare. Nel 2012, l’anno del plebiscito per Campoli, le due liste civiche che si presentarono (Rosella con gli esuli di Alleanza Nazionale e il cirilianno Alessandro Ferrazzoli) caddero in piedi ottenendo in due circa il 10%; voti, però, che furono tolti a Zarra e al Popolo della Libertà.

A un anno dal voto, con l’incognita del Movimento 5 Stelle che potrebbe attirare chi al momento è escluso dalla vita politica in città - e con le situazioni da chiarire nel centrosinistra (con un dualismo che si accentua giorno dopo giorno) e in quello che rimane del centrodestra -, la pista civica prende sempre più forma. Diverse, alcune nelle scorse settimane, le riunioni tra cittadini, liberi professionisti, ex esponenti politici delusi dalla loro esperienza, realtà associative e membri della società civile, che hanno cominciato a programmare e a cercare un trait d’union per realizzare un programma unico. Fuori dagli schemi classici della politica, pagheranno la mancanza di un partito da un punto di vista organizzativo e di un simbolo che possa attirare gli elettori.

Ma i temi sui quali confrontarsi e, soprattutto, attaccare in campagna elettorale, sono diversi, tra opere incompiute, situazioni ancora da gestire (A&G, Dondi, Acqualatina, depuratore, solo per citarne alcune) e un chiaro distacco dalla politica di molti cittadini. Leve sulle quali poter puntare, ma serviranno unità e idee per la città.