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Sabato 10 Dicembre 2016

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Auto bruciate in piazza XX Settembre, il Comune chiede i danni
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Auto bruciate in piazza XX Settembre, il Comune chiede i danni

Sezze

Affidati gli incarichi a due legali, i fatti nel 2012

Tre macchine date alle fiamme nella notte e, adesso, il Comune torna a chiedere i danni per la pavimentazione e per la necessità di dover abbattere due alberi diventati pericolosi dopo il rogo. Il primo cittadino, con un decreto sindacale, ha dato mandato all’attività di recupero delle spese dalle compagnie assicuratrici delle autovetture incendiatesi nominando due legali, Pietro Ceccano e Luigi De Angelis. I fatti risalgono alla notte tra il 28 e 29 febbraio 2012. Coinvolte dal rogo, probabilmente di natura dolosa, quattro vetture posteggiate in piazza XX Settembre. Il Comune di Sezze aveva chiesto i danni per i lavori di rifacimento della pavimentazione e per la rimozione dell’albero rimasto bruciato, caduto due anni dopo il rogo. Il ricorso dei titolari delle auto danneggiate ha costretto l’ente comunale a rivolgersi a due legali. La denuncia di sinistro e la richiesta del risarcimento danni era stata inviata alle compagnie assicurative delle tre automobili nel mese di ottobre dello stesso anno. L’ente chiede 12.500 euro più Iva per il costo di ripristino della pavimentazione; 4.000, invece, per lo sradicamento di due tronchi d’albero con sistemazione di due aiuole per la piantumazione dei nuovi alberi e il ripristino della pavimentazione in selciato bianco per circa 32 metri quadrati. Non avendo ricevuto alcuna comunicazione da parte delle compagnie assicurative, l’amministrazione vuole procedere al recupero delle spese. Le competenze professionali per l’incarico conferito saranno liquidate ai legali dietro recupero delle somme e poste a carico delle relative assicurazioni. L’incendio e la successiva richiesta di risarcimento avevano scatenato un vespaio di polemiche. Da un lato quelli che ritenevano scarsa la sicurezza nel centro storico, dall’altro chi riteneva che la richiesta dell’ente comunale fosse una sorta di danno oltre la beffa per i cittadini cui erano state date alle fiamme le proprie vetture.

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