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Sabato 10 Dicembre 2016

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Panorama di Sezze
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Rilanciare Sezze con l'agricoltura

Monti Lepini

La proposta di Vittorio Del Duca

«Il lavoro che il gruppo ‘In Difesa dei Beni Archeologici’ di Sezze ha fatto in tutti questi anni è stato straordinario. Abbiamo lavorato perché le generazioni future non perdessero memoria del nostro territorio, della nostra storia, della nostra cultura, abbiamo lavorato per migliorare ciò che ci sta intorno, per stare meglio tra noi stessi e con gli altri. Lo abbiamo fatto senza chiedere mai un solo centesimo di denaro pubblico, animati solo dalla nostra grande passione di raccontare il territorio e le sue potenzialità. Sono certo che continueremo su questa strada, con la stessa carica emotiva e la stessa passione civica che ci ha guidato sino ad oggi».

Parole di Vittorio Del Duca, responsabile della locale sezione di Coldiretti, che analizza la situazione del territorio ponendo l’accento sulle criticità legate al mondo agricolo: «Avvertiamo che non è più tollerabile che tanta gente metta tutta se stessa per tirare avanti e poi si ritrovi, da anni, in un paese che si comporta come un condannato destinato a essere sepolto vivo. Il nostro è diventato un paese che sembra non avere più idee e futuro, litigioso su cose che non interessano a nessuno. I nostri figli emigrano, eppure abbiamo un’infinità di risorse su cui contare ad iniziare dal territorio, dall’agricoltura, dalle sue tradizioni, dalla sua cultura. Il gruppo ‘In Difesa dei Beni Archeologici’ sta facendo emergere con chiarezza, durante ogni ‘passeggiata’, questo nostro ‘petrolio’. E, forse, proprio dall’agricoltura, non solo come settore, ma come antica e moderna filosofia di vita, possiamo trarre qualche suggerimento sul come fare per ricominciare con nuove idee di sviluppo, perché è solo dalla conoscenza del passato che si può progettare il futuro. Lo possiamo fare perché Sezze è sempre stato un paese agricolo e la sua economia, la sua cultura, i suoi valori restano ancora profondamente agricoli».

Ricominciare dai valori agricoli, quindi, potrebbe essere la soluzione: «Ricominciamo – conclude Vittorio Del Duca – dalla saggezza dell’agricoltura, dalla sua straordinaria capacità di umanizzare l’innovazione e il progresso. Ricominciamo da noi».

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