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Sabato 10 Dicembre 2016

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Il carciofo romanesco è in pericolo
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Il carciofo romanesco è in pericolo

Sezze - Priverno - Sermoneta - Pontinia - Lariano

Uno studio di Agrofarma chiede maggiore attenzione per l'Igp del Lazio

Tutelare con ogni mezzo possibile il carciofo romanesco, ossia uno dei prodotti tipici maggiormente apprezzati del Lazio, soprattutto nella zona dei Lepini e dell’Agro Pontino.
È questo l’obiettivo che sta perseguendo Agrofarma - l’Associazione nazionale imprese agrofarmaci che fa parte di Federchimica - con la campagna “SoSpeciality”, volta a tutelare dai pericoli che incombono su diversi fronti la coltura Igp sopra citata, grazie a iniziative piuttosto interessanti.
Infatti, il carciofo romanesco - che per il 4% del totale nazionale viene prodotto nel Lazio - è minacciato sia sul fronte della concorrenza a basso costo - e dunque anche della qualità - sia su quello dei pericoli naturali.
«L’Italia è il primo produttore mondiale di carciofi (circa 500.000 tonnellate all’anno) - spiegano da Agrofarma - ma nonostante ciò ne importa ogni anno circa 10.000 tonnellate, principalmente da Spagna, Tunisia ed Egitto, quindi anche da luoghi caratterizzati da norme di sicurezza e qualità decisamente più blande delle nostre. Questo quantitativo, superiore a quello esportato, lascia intendere come ci sia ulteriore spazio di crescita per il settore».
Oltre a ciò, le coltivazioni Igp sono minacciate anche da tutta una serie di parassiti animali e vegetali. «Nematodi, gasteropodi e insetti vari, fra cui in particolare la nottua del carciofo e la depressaria, oltre che ovviamente i roditori - aggiungono da Agrofarma - costituiscono le avversità naturali cui gli agricoltori devono far fronte per tutelare i frutti del loro lavoro e per far sì che giungano sani e gustosi sulle nostre tavole».
Proprio per combattere queste due criticità è nata la campagna “SoSpeciality”, volta a sensibilizzare le istituzioni circa la valorizzazione e la tutela dei prodotti tipici locali fra cui, nel Lazio, figura proprio il carciofo romanesco Igp. E nel disciplinare ipotizzato per affermare le sue caratteristiche che dovrebbero distinguerlo dai restanti prodotti a lui simili, viene individuata anche una precisa area di produzione che, per quanto concerne la provincia di Latina, vede soltanto i territori di Sezze, Priverno, Sermoneta e Pontinia, con la sola Lariano - per quanto riguarda le zone limitrofe che guardano alla Capitale - a essere indicata per la produzione Igp del carciofo romanesco.
«Per un efficace sistema di tutela, dunque - concludono da Agrofarma -, non si può prescindere dal considerare le problematiche più ostiche per l’agricoltore, che incidono sulla qualità e quantità disponibile della specialità agricola».

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