Un gol liberatorio, un’esultanza rabbiosa che, adesso, sembra nascondere ben altre motivazioni. Nicolao Dumitru, attaccante del Latina, sabato è entrato in campo dalla panchina ed ha segnato un gol fondamentale contro il Como. Dopo la rete dell'1-1 su assist di Mariga, il ragazzo di origini svedesi e in prestito dal Napoli ha esultato con il dito sul naso. Un modo eloquente per zittire il pubblico della gradinata del Francioni che fin lì aveva fischiato la squadra e che non ha certo gradito quell'esternazione. Un secondo per riordinare le idee e istantanee arrivano anche le scuse del giocatore, che poi, a fine partita, decide di regalare la maglia regalare al pubblico. Pace fatta anche se ieri, alla ripresa degli allenamenti, ai gesti hanno fatto seguito anche le parole del ragazzo che, a questo punto, va assolutamente rivalutato se non giustificato per quel suo piccolo sfogo dettato, probabilmente, dall'ennesimo becero caso di razzismo nel calcio: «La situazione non era facile - ha detto l'attaccante - sia per la settimana trascorsa molto difficile sia per il momento che stavano attraversando i miei compagni in campo. Io sono un essere umano e per questo mi sono fatto trasportare. Prima del gol c’erano state delle parole e degli ululati, dispiace dirlo, nei miei confronti, soprattutto dopo il gol che avevo sbagliato poco prima. Purtroppo - continua il ragazzo svedese - non posso tapparmi le orecchie e non faccio di tutta l’erba un fascio. Ma lì per lì mi è venuto naturale. Ho sbagliato, sono gesti polemici che non mi appartengono e per questo chiedo di nuovo scusa come ho fatto subito dopo nei confronti dei tifosi. Io sono qui per dare tutto per questa maglia e per i nostri sostenitori che spero possano restarci vicino come hanno fatto finora. Ripeto, è stata una settimana di tensioni e ci può stare qualche errore per il quale mi dispiaccio»