Ti aspetti il comunicato della penalizzazione per il Latina da parte del Tribunale Federale Nazionale, invece dalla Procura arriva un nuovo (oseremmo dire l’ennesimo) deferimento per Pietro Leonardi, direttore generale del Latina Calcio ma ancora sotto l’occhio della giustizia sportiva a causa delle tante vicende legate ai tempi in cui era amministratore delegato del Parma Calcio. Insieme a lui altri undici dirigenti di Serie A e B per una serie di violazioni del Codice di Giustizia Sportiva. Il procedimento scaturisce a causa di alcune operazioni di trasferimento dei diritti alle prestazioni di calciatori che hanno visto coinvolte le società Parma, Inter, Novara, Padova, Brescia, Cesena, Ascoli, Siena e Vicenza e che, secondo l’accusa, sarebbero state artefatte appositamente in modo da risultare in bilancio delle plusvalenze.  L’accusa per Leonardi, nello specifico, è espressa dalla Procura in questo modo: «aver sottoscritto e depositato presso la competente Lega delle variazioni di tesseramento di numerosi calciatori, indicando in tutte un corrispettivo abnorme e strumentale allo scopo di occultare le reali perdite della società FC Parma Spa al 30 giugno 2011, 30 giugno 2012, 30 giugno 2013 e 30 giugno 2014 e rinviare gli interventi di ricapitalizzazione dei soci». E poi ci sono le cifre e i nomi di claciatori contabilizzati, secondo la Procura, in modo «gonfiato». Tra questi figurano Matteo Mandorlini, Luigi Palumbo, Zsolt Tamàs, Alberto Galuppo, Yao Guy, Cristian Pedrinelli, Thomas Fabbri, Matteo Di Gennaro, Emilio Storani, Milos Malivojevic e l’unico ex Latina Andrea Rossi.