"Il racconto dei racconti" del regista Matteo Garrone fa incetta di David di Donatello. Come si ricorderà, nell'estate di due anni fa, il film fu girato in parte a Sermoneta. Il regista di Gomorra scelse infatti i meravigliosi scorci del comune lepino per alcune scene della pellicola tratta da "Lo cunto de li cunti" di Giambattista Basile, riprese che portarono a Sermoneta, sullo sfondo del Castello Caetani, anche l'attore Vincent Cassel. Al film parteciparono molte comparse del posto.
Ieri "Il racconto dei racconti" è stato grande protagonista della serata del Premio: ha conquistato prima il David di Donatello "Migliore fotografia", assegnato a Peter Suschitzky (il direttore della fotografia polacco ha ringraziato Garrone per avergli dato l'opportunità di lavorare per questa bellissima opera cinematografica); poi quello "Miglior Scenografo", andato a Dimitri Capuani e Alessia Anfuso, La pellicola di Matteo Garrone ha incassato a seguire la statuetta per i migliori costumi, opera di Massimo Cantini Parrini e per la stessa pellicola premiati Gino Tamagnini e Francesco Pegoretti, trucco e acconciature, e ancora Makinarium, migliori effetti digitali. Intorno alle 23 la consegna del David per la migliore regia: il nome di Garrone ha risuonato accolto dagli applausi convinti del pubblico. Il suo lavoro ha "rischiato" di conquistare anche la statuetta più ambita, andata però alla fine a «Perfetti sconosciuti» di Paolo Genovese, miglior film italiano. A dominare sui David «Lo chiamavano Jeeg Robot» di Gabriele Mainetti con ben sei premi.

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