Proprio in giornate come oggi, quando il ricordo di uomini straordinari come il giudice Giovanni Falcone si fa più forte, parlare di cultura della legalità assume un significato ancora più importante. E spesso è dalle scuole che vengono i segnali  più forti. Questa mattina presso la Casa del Jazz a Roma si è tenuto un evento molto importante che ha visto premiare anche un istituto di Pomezia. Un' iniziativa promossa dalla Regione Lazio nell’ ambito della manifestazione nazionale “Palermo chiama Italia” . Sul palco si sono esibiti i dieci finalisti del concorso “Un Brano contro le Mafie” che si è concluso con la vittoria di due gruppi studenteschi. Per la categoria Istituti Comprensivi a vincere il buono acquisto per attrezzature musicali di 3.000 euro è stato assegnato al Karol Wojtyla di Roma con il gruppo “I Fuori dal Coro” che hanno presentato il brano “You Better Care” . Per gli Istituti Superiori invece il buono  è stato vinto dal Via Copernico di Pomezia con il gruppo dei “Grossover” con il rap “Italia Libera”. Nella giuria tanti artisti:  Luca Barbarossa, Stefano Di Battista, Carmen Consoli e “Er Piotta”. Una menzione speciale è andata a  Giorgiana Mori dei Blues Sunhine del liceo Classico “Cicerone” di Frascati come miglior voce, al brano “No alla Mafia” del Liceo Peano di Roma per il legame con la realtà e ai ragazzi dell’Istituto Comprensivo di Ostia “Amendola Guttuso” di Ostia come miglior lavoro di gruppo. Presente il Presidente dell’Osservatorio per la Sicurezza e la Legalità della Regione Lazio Gianpiero Cioffredi che ha ringraziato il Questore di Roma Niccolò D’Angelo, il Comandante della Compagnia Provinciale dei Carabinieri Generale Salvatore Luongo e il Capo Centro della Dia di Roma Colonnello Francesco Gosciu "che con la loro presenza hanno voluto testimoniare la forza di questo impegno civile  delle scuole”.

I ragazzi hanno dedicato la giornata alle vittime della strage di Capaci avvenuta 24 anni fa il 23 maggio del 1992 in cui persero la vita il Giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli agenti della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo, Antonio Montinaro e poi alle vittime della strage di via D'Amelio in cui persero la vita il giudice Paolo Borsellino e gli agenti della scorta Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina avvenuta il 19 luglio del 1992. In tutta Italia oggi si sono svolte cerimonie per ricordare le vittime della strage di Capaci. La risposta migliore è spesso quella che danno gli studenti che attraverso il loro impegno portano avanti una battaglia culturale contro la mafia cercando di ricostruire dopo le macerie. Le strade sono state ricostruite ed i palazzi anche ma le ferite, le macerie interiori sono rimaste in un Paese lacerato dalle stragi. I ragazzi sanno dare un'alternativa seguendo alla lettera il pensiero di grandi uomini come i giudici Falcone e Borsellino che tanto hanno insegnato e tanto ancora insegneranno.