Le strade mettono insieme persone, collegano spazi lontani, abbattono steccati culturali e politici. Le strade uniscono e se si ha la fortuna di vivere in un territorio attraversato dagli antichi tracciati di Appia, via Francigena e Flacca, non si può pensare che ognuno abbia il suo orto da difendere e valorizzare. Le risorse vanno messe a sistema: è questa l’unica via possibile. La premessa del progetto di rilancio dei cammini storici e della realizzazione di ecomusei è che solo una “rete” di Comuni, associazioni, enti di vario tipo può caricarsi sulle spalle il peso di un piano tanto ambizioso quanto affascinante. Ma cos’è un ecomuseo? È prima di tutto una nuova visione culturale che mira a valorizzare paesaggi, ambienti, peculiarità naturali, architettura, enogastronomia e tradizioni. Un museo all’aperto, insomma, che vuole riscoprire ciò che si ha già ma che non viene considerato come un qualcosa meritevole della dovuta attenzione, il tutto supportato dagli studi di comitati scientifici. Per quanto riguarda i cammini storici, invece, si tratterà di progettare, tutti insieme, interventi di riqualificazione, ristrutturazione e fruibilità delle antiche vie. Segnaletica, percorsi guidati, investimenti mirati sono solo alcuni degli interventi da mettere in cantiere.
Terracina, Fondi, Itri, Monte San Biagio e altri Comuni del comprensorio che abbraccia tutto il sud pontino sono i protagonisti di un piano che ha l’ambizione di segnare una svolta. Al fianco degli enti locali, la Regione Lazio che si è dotata degli strumenti legislativi per supportare le iniziative della “rete”. A chiudere il quadro Comunità montane, Consorzio di bonifica e Parchi regionali della Riviera d’Ulisse e Monti Ausoni. Ieri mattina se n’è discusso nel corso di un convegno ospitato nel Palazzo della bonificazione pontina a Terracina. A fare gli onori di casa il direttore del museo archeologico Pietro Longo. Guidato da Stefano D’Arcangelo, del coordinamento operativo del piano d’azione, il dibattito ha visto gli interventi del sindaco di Terracina Nicola Procaccini e del collega di Itri, Antonio Fargiorgio, capofila del piano d’azione dei cammini storici del Lazio meridionale. Entrambi hanno sottolineato l’importanza di mettere in rete le ricchezze del territorio e di fare squadra. Determinante il supporto della Regione che, nella persona del vicepresidente della commissione Urbanistica Enrico Forte, ha voluto sintetizzare gli obiettivi del progetto richiamando l’importanza dell’unità di intenti. «Non possiamo più permetterci di dividerci sui benefici da apportare al territorio. Cultura e turismo ecosostenibile dovranno portare occupazione e ricchezza nei prossimi anni» ha spiegato l’onorevole. Il quale ha anche riconosciuto l’importanza del ruolo svolto da associazioni come “Ala Sociale”, rappresentata da Marco Senesi, che fanno da collante tra enti e istituzioni per tagliare un traguardo condiviso. Puntare forte su cultura, territorio, comunità e turismo. Su questi assi, al di là di appartenenze politiche e divisioni, tutti dovranno remare nella stessa direzione. Le proposte di legge della Regione mirano proprio a questo e mettono sul tavolo un piatto pieno di milioni di euro. Risorse che un territorio come quello pontino si candida di diritto a conquistare.