A Terracina Pier Paolo Pasolini lasciò un tributo: un racconto che con sguardo lucido e realistico immortalava quello che era poco più di un villaggio di pescatori, con la sua gente, forse ultimo scampolo di quella cultura popolare, arcaica, che avrebbe sempre contrapposto alla borghesia e al consumismo. Seduto a vicolo Rappini, Pasolini studiava, come fosse cosa propria, questo paese marinaro, già allora immerso nell'eterna contraddizione: bellezza e povertà.

A partire da oggi e fino a sabato, una settimana di eventi dedicati al poeta friulano: autori, registi, saggisti, proiezioni e una collettiva d'arte. 

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