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Venerdì 09 Dicembre 2016

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Funivia per il Tempio, la polemica prende quota
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Funivia per il Tempio, la polemica prende quota

I grillini contestano il progetto, Idea per Terracina lo difende

Che il progetto avrebbe fatto discutere era ipotizzabile. E in effetti sull'idea di realizzare una funivia per il Tempio di Giove è già bagarre. All'indomani della notizia del progetto, proposto dal movimento "Idea per Terracina" che sostiene la candidatura a sindaco di Gianluca Corradini (Forza Italia) erano stati i grillini del Meetup "Terracina 5 Stelle" a criticare il piano.

"Nel corso degli anni, durante le campagne elettorali, i politici dei principali partiti hanno sempre utilizzato idee strabilianti per nascondere la loro incapacità di formulare e proporre soluzioni per rimettere seriamente in carreggiata, in senso sociale ed economico, la città" avevano attaccato dal gruppo che sostiene la candidatura a primo cittadino di Fabrizio Ferraiuolo. Non solo, il movimento aveva anche sostenuto che l'opera non poteva essere realizzata per i vincoli presenti nell'area su cui insistono vincoli di vario genere. "Aggiungiamo che la zona è interessata da vincoli idrogeologici per i quali la Regione Lazio ha già speso migliaia di euro per la messa in sicurezza e che così, a naso non ci sembra possano accogliere piloni di sollevamento cabine".

Pronta comunque la replica dei promotori del progetto, che si dicono convinti del fatto loro: tutte le carte sono in regola, sostengono. E' il coordinatore della lista "Idea per Terracina", Luigi Maragoni, che risponde osservando come semplicemente il progetto "molto articolato e redatto con competenza da tecnici esperti e corredato da piante esplicative, tiene naturalmente conto della normativa esistente ed anche delle limitazioni evidenziate, proprio perché si tratta di un progetto serio e di cui la città ha bisogno". Secondo Maragoni l’opera "appartiene a un progetto di sviluppo molto più ampio e teso a valorizzare proprio l’area monumentale di Pisco montano e delle cave romane e moderne, delle Terme Nettuniane limitrofe al complesso Pisco Montano per non parlare di Porta Napoletana abbandonata a se stessa nonché della fortezza e dei sui meandri interni pressoché sconosciuti al pubblico, e viene sviluppata non all’interno della Area Monumentale bensì nella zona ad essa limitrofa proprio per non turbare il complesso con opere che pur utili devono rispettarne l’integrità e comunque svilupparsi in modo non invasivo, adottando tutti gli strumenti opportuni comprese eventualmente l’approvazione delle varianti, che non dovranno minimamente competere all’attuale Commissario, bensì all’amministrazione che uscirà vittoriosa dalle urne che con pieno mandato da parte dei cittadini avrà la legittimità di attuare le progettualità proposte ed avallate dall’elettorato".

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