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Lunedì 05 Dicembre 2016

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Italiani e donne sole: ecco chi chiede una casa

Il palazzo comunale di Terracina

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Italiani e donne sole: ecco chi chiede una casa

Terracina

Pochi stranieri, tante ragazze madri, donne separate e vedove. Lo spaccato invisibile dell'emergenza abitativa

A scorrerla tutta, nome dopo nome, famiglia dopo famiglia, speranza dopo speranza, il problema comincia ad essere più di una lista di nomi. Sono 230 le persone iscritte nella graduatoria definitiva per l’assegnazione di alloggi dell’edilizia residenziale pubblica a Terracina. La graduatoria definitiva, datata 30 giugno 2016, è stata pubblicata nei giorni scorsi ed è disponibile nell’albo pretorio del Comune o all’ufficio Casa.

Si attendeva da tempo, precisamente dal 2013, quando c'è stato l'ultimo aggiornamento. La vera attesa, però, è quella che donne, bambini, uomini solo, sopportano per una casa. Soprattutto da parte di chi è in cima alla lista o è iscritto da anni. Essere iscritto da più tempo non vuol dire avere maggiori requisiti. E nemmeno avere più punti. Le assegnazioni dipendono dalle condizioni economico-sociali, dalla quantità delle persone di una famiglia rispetto all'alloggio da assegnare, e così via. 

Del totale della lista aggiornata, il 30 giugno erano 70 gli iscritti in lista dal 2010. Sei anni. Per queste persone gli anni trascorrono inesorabili dal giorno in cui quel bando sembrava aprire uno spiraglio per ottenere un’abitazione, e invece così non è stato. Moltissimi si sono aggiunti dopo. Tutti, per ora, alloggiano in una graduatoria.

Di case, nel frattempo, non se ne sono viste. Qualche alloggio è stato liberato per il decesso o il trasferimento dell’inquilino, subito occupato di nuovo con chi era in cima alla lista. Ma i tempi sono talmente dilatati che quasi non ci si accorge di aver guadagnato una o due posizioni.

Chi sono
Ma chi sono gli iscritti alle graduatorie per le case popolari? Intanto occorre sfatare la vulgata che vorrebbe in graduatoria ormai una quantità considerevole di cittadini di nazionalità straniera. Macché, i bisognosi sono praticamente tutti italiani. I cittadini di nazionalità straniera, su 230 richiedenti, sono di appena 20 persone. Altro dato da non sottovalutare: la metà del totale dei richiedenti sono donne. Potrebbe trattarsi di donne sole e con figli, di certo fanno da capofamiglia. Infine il punteggio. Chi è al massimo ha 48 punti, ma tra i 40 e i 48 sono appena 12 persone. Ci sono invece quasi 40 persone tra gli zero e i 12 punti. Dunque in fondo. 

La realizzazione di nuove case popolari, l'assegnazione secondo criteri equi, i controlli sulle attuali occupazioni, dovrebbero essere tema prioritario per la politica che oggi si appresta a chiedere il consenso ai cittadini. Insieme con Regione, Ater e mettendo in campo controlli, è possibile rimettere ordine in una Babele che si chiama emergenza abitativa.

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